Innanzitutto mi presento per chi accede direttamente a questa pagina: mi chiamo Luca Valsecchisono diplomato in Conservatorio, lavoro per oltre 400 committenti in tutta Italia come compositorearrangiatore ma soprattutto trascrivere musica su spartito (attività che svolgo perlopiù da mattina a sera da oltre 10 anni) mi ha portato ad affermarmi in questo settore a livello nazionale. Sono inoltre un Perito (plagi) accreditato ed iscritto all’albo della Camera di Commercio (richiedimi la documentazione o richiedila direttamente alla Camera di commercio di Lecco). 

Intervista al cantautore Stefano Filotto Amaremma: il suo pop italiano

di Alessandra Boga

Siamo con Stefano Filotto, 56 anni, cantautore, arrangiatore e chitarrista di Valdagno, in provincia di Vicenza. Ci parlerà della sua attività musicale.

“Stefano, ci racconti un po’ di lei …” 

R.“Sono cantautore autodidatta. Compongo, scrivo i testi e la mia melodica si può inserire nel ‘pop italiano’. Scrivo in chiave abbastanza metaforica, che possiamo definire il sistema d’espressione della mia vita. … Ho preso un periodo sabbatico perché mi sono trasferito, da Bassano del Grappa in un rustico in mezzo ai boschi, e adesso mi sto ‘riorganizzando’ per ricominciare con la mia ‘espansione musicale’. … Non lo faccio per chissà che, ma solo per me stesso, poi pubblico i miei brani.

Ho iniziato a strimpellare la chitarra a 14 anni come autodidatta… Sono comunque riuscito a pubblicare un mio CD con 11 canzoni che si trovano anche su YouTube. Ero anche iscritto come autore e compositore alla SIAE con tanto di numero; poi non ho più rinnovato il pagamento annuo per motivi personali, però c’è sempre la possibilità di rinnovare l’iscrizione. Fondamentalmente, comunque, l’ ’estro artistico’ esiste (da ragazzo ho anche frequentato l’istituto d’arte) e rimane. Non ho avuto una vita che si può definire ‘standard’, molto ‘regolare’ (ho cambiato mille lavori, ho girato l’Italia e il mondo, vivendo un po’ di qua e un po’ di là), ma amo e ho sempre amato la musica e ho sempre cercato di coltivarla nel migliore dei modi, come meglio potevo e credevo…”.

D. “Da quanto tempo scrive canzoni?”

“La decisione è nata da sola attorno al 2009 – 2010. Io ho sempre scritto, mi è sempre piaciuto: alla fine ho applicato (e registrato) alla musica e ho visto che la cosa poteva funzionare. O meglio, io sono quel tipo di cantautore che o si ama o si odia: non c’è la via di mezzo, come mi è stato detto. Anche per quanto riguarda la mia voce: è stata notata una differenza tra il parlato e il cantato; una differenza che può piacere o non piacere, ma preferisco che sia così … Ho avuto anche diverse soddisfazioni grazie alle recensioni su alcuni siti musicali: qualcuno mi ha scritto che le mie canzoni sono servite ad alleggerire una giornata, a superare alcune problematiche … E’ quello che mi dà soddisfazione: non è il fattore economico, ma il trasmettere una sensazione a qualcuno. Per me non è un problema l’età e la musica non ce l’ha, un po’ come l’amore! Dipende da come uno si ritiene e ho visto persone che hanno fatto successo più da ‘vecchie’ che da giovani. Perciò mi ero iscritto ad un sito come ‘Villaggio Musicale’, per cercare di ricostituire il mio gruppo. Io ne avevo creato uno in passato, quando abitavo a Bassano del Grappa: ci chiamavamo gli ‘Amaremma’, che ho tenuto come nome d’arte. Questo perché io ho iniziato a scrivere canzoni quando abitavo nella Maremma toscana e la prima canzone che ho scritto era in aprile, allora ho messo la ‘A” di ‘aprile’ davanti a ‘Maremma’. Ho creato anche il logo e registrato tutto, depositando i miei brani in SIAE quando ho realizzato il CD. Poi ho fatto altre canzoni senza registrarle, ma sono protette comunque da un’etichetta che le protegge gratuitamente… Non sono più riuscito a ricostruire il gruppo e ho deciso di continuare da solo. Devo dire però che non faccio serate in locali pubblici, ma ho fatto solo esibizioni in teatro: aperture e intervalli di eventi particolari (per esempio sono stato di supporto come ‘special guest’ ad un amico cantautore di nome Raoul Bortolon in un suo tour nella zona, poi a Massimo Altomare, cantautore degli Anni Settanta al quale mi lega una forte amicizia). Non ritengo opportuno e neanche utile per me esibirmi altrimenti, solo in teatro: in un locale non mi sentirei valorizzato, una sorta di sottofondo, di ‘tappetino’ per quelli che sono lì a divertirsi. In teatro, invece, ascoltano ‘te’ e in silenzio (ride, ndr)! … Come un parapendista non può decollare da un marciapiede ma deve decollare perlomeno da una collina, questo per me è il teatro!”.

D. “Precedentemente ha definito il suo genere musicale ‘pop italiano’. Ne ha altri? Quali sono i suoi punti di riferimento?”

R. “Alcune mie canzoni possono rientrare in un genere che si può definire ‘funky italiano’, ‘funky rock italiano’, ma sono più sul pop. Ho ‘studiato’ parecchio la ‘forma di composizione’, la ‘forma di espressione’ di Zucchero Fornaciari, Adelmo. Sia io che lui siamo ‘molto metaforici’, sento la nostra musica come affine. Io metto in cuffia lui e, casualmente, comincio a scrivere, in una maniera incredibile! … Poi seguivo Joe Cocker, seguo molto Eric Clapton (che adoro per la forma di espressione chitarristica e per la profondità di alcuni brani) e Piero Pelù (che ho avuto modo di conoscere anche di persona, come Zucchero). Ci sono delle differenze sostanziali in questi tre artisti, ma mi ‘chiudono il cerchio’, diciamo, nell’approfondimento musicale’ ”.

D. “Mi diceva che non ha più depositato brani alla SIAE”… 

R. “Infatti, ma quando deciderò di tornare a scrivere una canzone, riattiverò sicuramente l’iscrizione (ho ancora il numero), perché credo che la SIAE sia un’istituzione da appoggiare. Quando ho smesso di depositare i brani, l’ho fatto per una questione economica, non per una ‘non credenza’ … Anzi, per i miei CD sono andato io personalmente a prendermi i bollini SIAE (a Mestre); me li sono etichettati tutti e li ho pagati per fare ogni cosa per bene. Conosco inoltre l’importanza di depositare lo spartito corretto per tutelare i brani da eventuali accuse di plagio”.

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