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Punto informativo musicale

Questo spazio è per te, musicista, compositore/trice, cantautore/trice, puoi scrivere le tue domande relative a tutto ciò che gravita attorno al settore musicale e ti risponderò su questa stessa pagina, pubblicamente, molto celermente e soprattutto prendendomi la responsabilità di ciò che scriverò, garantendoti in questo modo che riceverai risposte corrette e precise: non posso certo permettermi di rovinare la mia reputazione dopo 10 anni di lavoro i quali mi hanno cambiato la vita! Se non sarò in grado di rispondere in questi termini lo chiarirò nella risposta stessa di volta in volta.

Questo è il mio curriculum

I settori nei quali ho acquisito una notevole esperienza grazie al mio lavoro sono:

  • società di collecting (SIAE e alternative varie): tutto ciò che gravita attorno al diritto d’autore, depositi, pubbliche esecuzioni, plagio musicale, ecc.
  • major discografiche, etichette indipendenti, editori: differenze e peculiarità di queste “figure musicali” e soprattutto come rapportarsi ad esse
  • didattica: studio della musica, sbocchi lavorativi, ecc.
  • composizione, arrangiamenti musicali, trascrizioni, copisteria, plagio (praticamente tutto ciò di cui mi occupo) ecc. : risponderò, nel limite del possibile, anche a domande prettamente tecniche.
  • lavoro autonomo (aspetti fiscali, legali, ecc.)
  • varie ed eventuali!
4 commenti
  1. Giovanni
    Giovanni dice:

    Salve Maestro Valsecchi, seguo da tempo la sua attività che trovo interessantissima e più che utile e da un po’ di giorni seguo questi nuovi servizi che sta proponendo sul suo nuovo sito…ne approfitto subito per chiederle una cosa che non ho mai capito bene…se in una mia composizione depositata alla siae dovessi involontariamente depositare qualcosa di già esistente o molto simile (con tutta la musica di questo mondo può anche succedere appunto involontariamente e senza neppure saperlo) ci sono dei controlli più o meno automatici per cui questo si possa rendere in una qualche maniera “visibile” con le logiche conseguenze? So che lei è preparatissimo e mi fido ciecamente di lei… si legge di tutto su internet, anche di software di cui la siae sarebbe dotata adibiti appunto allo scopo…

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    • Luca Valsecchi
      Luca Valsecchi dice:

      Ciao Giovanni, grazie di aver scritto inaugurando il mio “punto informativo” e per i graditissimi complimenti.
      Vengo alla tua domanda: non esiste nulla del genere tranquillo! Ed i motivi per cui nulla del genere esiste e non potrà mai esistere sono moltissimi! Te ne accenno qualcuno al volo:
      innanzitutto non è compito della siae ed in generale di nessuna società di collecting “scovare” i plagi, per il semplice fatto che per loro è impossibile fare una cosa simile, per i motivi che vado a spiegare; anche se per assurdo si volesse prendere in considerazione il discorso di questi fantomatici software c’è da dire che gli spartiti depositati non sono digitalizzati, e quindi si rende impossibile la cosa (senza contare che si parla di musica non solo depositata negli ultimi anni ma da decine e decine di anni, da quando i computer ed internet non erano neppure fantascienza!!!); andando avanti per assurdità, c’è da dire che anche se fossero digitalizzati la gran parte degli spartiti depositati sono pura SPAZZATURA, scritti da incompetenti che non sanno leggere e/o scrivere due note, e che magari si fanno “trascrivere” gli spartiti dai software appunto…quando vedo questi “spartiti” non so neppure da che parte girarli, e non sto esagerando…se i plagi si dovessero “scovare” con sistemi simili si potrebbero depositare composizioni identiche ma scritte in milioni di modi diversi…e tutti sbagliati…visto che la scrittura musicale è una scienza precisissima e non certo un interpretazione…potrei continuare con considerazioni di questo tipo…quindi stai più che tranquillo! La cosa che conta davvero è che si depositino gli spartiti e che questi siano scritti da musicisti professionisti e competenti, e che quindi siano corretti!!!
      Se hai bisogno di altro scrivi pure! ciao!
      Luca

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  2. Marco Bertani
    Marco Bertani dice:

    Sono Marco scrivo da Bologna, studio composizione, il mio maestro e’ molto bravo mi spiega come comporre o meglio cosa e’ sbagliato, quinte e ottave parallele, tritono e tutte queste cose. Ho paura pero’ di non poter scrivere nulla di giusto perche’ e’ tutto sbagliato. Ho provato a chiedere ma mi dice che e’ cosi perche’ queste sono le regole. Sono un po deluso e demotivato. Lei maestro Luca mi puo’ dire qualcosa?

    Rispondi
    • Luca Valsecchi
      Luca Valsecchi dice:

      Ciao Marco, le regole che il tuo maestro ti insegna affondano le loro radici nella musica dei grandi autori, Bach in primis. Quando una persona comincia a studiare composizione deve cominciare a capire cosa funziona e cosa no, che un determinato procedimento da un tipo di risultato e non seguirlo ne da un altro. Questo non vuol dire che uno sia giusto e l’altro sbagliato, vuol dire permettere in questo modo di far acquisire competenze musicali, che si accrescono con il tempo, l’esercizio e le competenze acquisite. Tutto questo appartiene alla sfera dell’apprendimento, dello studio, che non ha niente a che vedere con la reale composizione artistica, ovviamente! E bisogna sempre tener presente anche che le regole non sono calate dal cielo ma sono osservazioni che sono state fatte dagli studiosi sui principali procedimenti utilizzati dai “grandi”, e mettiamola così: seguire quei procedimenti da garanzia di un risultato che “funziona”, ma sempre uguale a sè stesso. Acquisire quei procedimenti permette di creare competenza, la quale poi unita all’indispensabile predisposizione compositiva permette di creare capolavori musicali, che nulla hanno a che spartire (guai pensare una cosa simile!) con congetture del tipo “questo è giusto, quest’altro è sbagliato”. La musica sarebbe finita tre secoli fa se fosse così, invece per fortuna è in continua mutazione! Segui il tuo maestro e dando tempo al tempo ti troverai contento di averlo fatto!

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