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Innanzitutto mi presento per chi accede direttamente a questa pagina: mi chiamo Luca Valsecchisono diplomato in Conservatorio, lavoro per oltre 400 committenti in tutta Italia come compositorearrangiatore ma soprattutto trascrivere musica su spartito (attività che svolgo perlopiù da mattina a sera da oltre 10 anni) mi ha portato ad affermarmi in questo settore a livello nazionale. Sono inoltre un Perito (plagi) accreditato ed iscritto all’albo della Camera di Commercio (richiedimi la documentazione o richiedila direttamente alla Camera di commercio di Lecco). 

Sanremo, 10 anni senza Pippo Baudo come padrone di casa: qual è stato il presentatore migliore? Dite la vostra!

di Alessandra Boga

Il Festival di Sanremo del 2018 è stato il decimo non presentato da Pippo Baudo dopo ben tredici edizioni, dal 1968 al 2008 (il maggior numero di edizioni presentate dallo stesso conduttore). In un certo senso, fino ad allora, Sanremo “era stato” Pippo Baudo, con la sua assoluta professionalità e serietà, i colpi di scena (si ricordi la minaccia di suicidio di Cavallo Pazzo e non solo), e le immancabili polemiche tipiche non solo “dell’era Baudo” ma un po’ di tutta la storia sanremese. Quell’anno, che ha visto Baudo affiancato da Piero Chiambretti, i telespettatori sono stati 6.810.8000 per uno share del 36,56%. Così i vertici di Rai Uno hanno deciso che il Festival avesse bisogno di rinnovamento rispetto allo stile “classico” (strada peraltro già sperimentata in passato per esempio con il ritorno di Mike Bongiorno, comunque al suo 11° Sanremo, nel 1997, e la conduzione di Raimondo Vianello nel ’98).

Nel 2009 (che ha visto trionfare Arisa con “Sincerità” nelle Nuove Proposte e l’ex concorrente di “Amici” Marco Carta con “La forza mia” nella categoria Big) il timone è passato alla “storica” coppia formata da Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Li hanno affiancati numerosi altri conduttori, tra cui spiccavano l’attrice Gabriella Pession e, nella serata finale, Maria De Filippi. Si è trattato di un Sanremo (giunto alla sua 59° edizione) frizzante e divertente, come ce lo sarebbe potuto aspettare da Bonolis e Laurenti. In media i telespettatori sono stati più del precedente 10 335 000, pari a uno share del 47, 89%.

L’anno successivo (che ha visto vincere Valerio Scanu con la canzone “Per tutte le volte che … “ e Tony Maiello con “Il linguaggio della resa”) è stata la volta della simpatica Antonella Clerici, quarta donna a presentare da sola il Festival dopo Loretta GoggiRaffaella Carrà e Simona Ventura e per anni volto televisivo “casalingo” per eccellenza con “La Prova del Cuoco”. Antonella ha divertito il pubblico con qualche sua gaffe e balletto e c’è stato spazio anche per una feroce polemica per la presenza in gara di Pupo, il principe Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici con il brano “Italia Amore mio”. Il secondo posto dei tre, tra cui appunto l’erede di Casa Savoia, ha scatenato proteste in sala e i musicisti dell’orchestra hanno fatto volare gli spartiti. I telespettatori della kermesse sono stati leggermente meno di quelli dell’anno precedente: 10.924400 pari al 47, 84% di share.

Perciò nel 2011 c’è stato un nuovo cambio della guardia tra i conduttori di Sanremo, con Festival presentato da Gianni Morandi, affiancato da Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis e dal duo comico Luca (Bizzari) & Paolo (Kessisoglu). Vincitori di quell’edizione Roberto Vecchioni con “Chiamami ancora amore” e il talentuoso giovane Raphael Gualazzi con lo splendido brano jazz “Follia d’amore”. Telespettatori in media 11. 450.600 per 47,7%.

L’ “eterno ragazzo” della canzone italiana, del quale il pubblico continua ad apprezzare non solo il talento canoro ma anche la simpatia e la semplicità, forte del successo ottenuto, verrà riconfermato l’anno successivo, che ha visto trionfare Emma con “Non è l’inferno” ed Alessandro Casillo con “E’ vero (che ci sei”). Lo slogan – tormentone è quello dell’anno precedente: “Stiamo uniti!”.

Con Gianni, sul palco dell’Ariston ci sono ancora Belen Rodriguez (è l’anno della sua “famosa” farfallina inguinale!) ed Elisabetta Canalis e l’Italia cominciava a conoscere la modella ceca Ivana Mrazova, terza classificata al Grande Fratello Vip del 2018 che ha conquistato il cuore del secondo classificato del reality, l’ex tronista di Uomini e Donne Luca Onestini. Sempre numerosi i telespettatori, ma questa volta si abbassano ad 11.136.000 per il 47,29% di share.

Nuovo cambio della guardia per Sanremo 2013: a presentarlo sarà la consolidata coppia di “Che tempo che fa” formata da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nella Categoria Campioni trionfa Marco Mengoni con “L’essenziale” e nella categoria Giovani Antonio Maggio con “Mi servirebbe sapere”. Media delle serate 11.936.600 per il 47,49%. E’ un Festival caratterizzato da una forte attenzione all’attualità, all’impegno sociale (si pensi al monologo di Luciana sulla violenza sulle donne) e politico (e dalle polemiche sui cachet stellari dei conduttori, questa volta dalle note idee di sinistra).

Attualità ed impegno sociale con i medesimi presentatori anche nel 2014. I vincitori del Festival sono Arisa con la melodica “Controvento” e per la prima volta un rapper, il giovane salernitano Rocco Hunt, con la canzone “Nu juorno buono” sul dramma della Terra dei Fuochi.

Il notevole abbassamento degli ascolti (8772000 telespettatori per 39,26% di share) porta la rete ammiraglia a cambiare nuovamente i presentatori di Sanremo. Per la prima volta la conduzione verrà affidata alla simpatia di Carlo Conti, con la novità di Arisa ed Emma Marrone come co-conduttrici insieme alla modella e attrice spagnola Rocio Muñoz Morales, compagna di Raoul Bova. Con il brano “Grande amore” trionfano i tre “tenorini” de Il Volo lanciati da ragazzini dal programma “Ti lascio una canzone” condotto da Antonella Clerici e Giovanni Caccamo con “Ritornerò da te”. Questa volta la musica torna a farla da padrona e i temi e le polemiche politiche passano in secondo piano. I telespettatori sono 10.837.000 e lo share del 48,64%.

Molta più politica e temi sociali nel Sanremo 2016, sempre targato Carlo Conti come sarà quello dell’anno successivo. Il 2016 è l’anno dei nastrini arcobaleno, con cui si esibiscono praticamente tutti i cantanti in sostegno della proposta di legge Cirinnà sulle unioni civili anche per le coppie omosessuali. Vincono tra i Campioni gli Stadio con “Un giorno mi dirai” e tra le Nuove Proposte Francesco Gabbani con la sua ballabile “Amen”. Anche questa edizione condotta da Carlo Conti è contrassegnata dal successo (10.746.429 per il 49,58% di share), tanto che il presentatore fiorentino viene confermato per la terza volta, anche per Sanremo 2017, in cui verrà affiancato da Maria De Filippi. Presente ancora, anche se meno marcatamente, l’impegno politico e sociale, e la scelta viene nuovamente premiata, con 10.848.239 e il 50,7% di share. E’ l’anno del tormentone “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani e la sua “scimmia/gorilla”, mentre tra i giovani vince Lele con “Ora mai” (da anni sono approdati a Sanremo giovani usciti dai talent show).

Forse temendo in qualche modo di “bruciarsi”, Carlo Conti annuncia che quello del 2017 sarebbe stato il suo ultimo Sanremo e passa la mano a Claudio Baglioni, dopo Morandi altro cantautore pietra miliare della musica italiana che si trova “dall’altra parte della barricata” al Festival. Baglioni inviterà Pippo Baudo per festeggiare i 50 anni di carriera di quest’ultimo e segnerà picchi d’ascolto non raggiunti neanche da lui. In tutto, il Festival che ha consacrato Ermal Meta e Fabrizio Moro ( i quali, dopo aver sudato freddo per l’accusa di presunto plagio, hanno trionfato con il brano pacifista e anti-terrorismo “Non mi avete fatto niente”), e ha visto vincere tra i Giovani il 22enne Ultimo con la canzone “Il ballo delle incertezze”, ha avuto in media 10.869.000 telespettatori (52,16% di share). Non è mancata neanche in questo caso l’attenzione all’attualità, alla politica e alla società, sia per il tema della canzone di Meta – Moro, sia per quella del collettivo Lo Stadio Sociale, secondo classificato con la sua “Una vita in vacanza” sul tema delle attuali difficoltà nel mondo lavoro, “rallegrata” dalla “vecchia che balla”, la danzatrice acrobatica 83enne britannica Paddy Jones. Soprattutto il co-conduttore Pierfrancesco Favino ha tenuto un toccante monologo sul dramma dei migranti, monologo che sia con elogi che con critiche è stato rilanciato e discusso molte volte sui social. Quale di questi dieci anni di Sanremo avete seguito e apprezzato di più? Fatecelo sapere! Intanto attendiamo di vedere l’edizione del 2019 targata Baglioni, che sarà caratterizzata da numerose novità. Tanto per cominciare Sanremo Giovani sarà a dicembre, non più a febbraio. In questi giorni si era parlato di Pippo Baudo come conduttore di questa parte della manifestazione insieme a Fabio Rovazzi, ma entrambi, almeno per ora, hanno smentito. Vedremo cosa succederà.

3 commenti
  1. Claudietta87
    Claudietta87 dice:

    bell’articolo! Io penso che le belle canzoni di una volta non ci siano più, quelle che rimanevano nel tempo, ora non ci si ricorda nemmeno più chi ha vinto il festival…e chi c’era a presentare ed alla direzione del Festival? il GRANDE PIPPO BAUDO!!! forse Baglioni è l’unico che può riuscire nell’impresa (aruda) di riportare il Festival ai vecchi splendori, chissà…certamente l’unico modo è quello di tornare a puntare veramente sui giovani, come sta appunto giustamente facendo Baglioni, e non relegarli a “riempitivo” come secondo me è stato fatto negli ultimi anni…complimenti ancora per l’articolo veramente bello da leggere, “dipinge” in un colpo solo gli ultimi anni di sanremo, in attesa dell’imminente nuova edizione!

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