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BUFFER PER CHITARRISTI: COS’ È E A COSA SERVE

di Daniele Moneta



Il termine “buffer” indica in elettronica un dispositivo tampone, cioè una memoria di transito in cui passa il segnale elettrico da processare.

In ambito chitarristico, il buffer è un utile dispositivo a pedale molto utilizzato in ambito professionale.

Vediamo perché e come.



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La chitarra elettrica e sua amplificazione

La chitarra elettrica si basa su dei pickup microfonici, i quali “catturano” il suono generato da una corda vibrante che viene sollecitata. Il segnale viene prelevato e inviato tramite un cavo a un amplificatore.

Tra la chitarra e l’amplificatore finale, si possono inserire dei pedali che creano vari effetti: modulazioni, ritardi, effetti d’ambiente, distorsioni e altro. Vi è un’ ampia scelta di tipologie di pedali, i quali processano il suono proveniente dallo strumento prima di inviarlo verso l’ amplificatore, generando uno spettro di possibilità sonore che veramente diventano infinite.

Il segnale, sotto forma di impulso elettrico, può subire una dispersione (una degradazione) in ragione della lunghezza del cavo e del numero di pedali utilizzati, poiché il rame dei contatti e le componenti elettroniche hanno una minima percentuale di dispersione ineliminabile.

Provando a collegare uno strumento ad un amplificatore senza pedali e con un cavo di 2 metri, inserendo 4-5 pedali con un cavo di 10 metri, si noterà una chiara dispersione del segnale, che diviene più “povero”, con meno “corpo” (armonici) e volume generale.

Il buffer, sotto forma di pedale, limiterà tale fenomeno.

Il Buffer: come agisce

Il buffer è un pedale che può essere passivo (non alimentato) o attivo (necessita di una batteria o di un alimentatore esterno).

Il segnale della chitarra, notoriamente debole e delicato, entra nel buffer, che prepara il suono ad attraversare un percorso intricato di pedali e cavi, e lo fa abbassando il valore di una componente elettronica detta impedenza.

Il dispositivo è detto anche inseguitore di tensione o “separatore” e provvede alla trasformazione dell’impedenza riducendone il valore tra i collegamenti circuitali.

A livello costruttivo, tale dispositivo è un amplificatore unitario in cui il segnale in uscita è identico in ampiezza a quello in entrata, ma ciò che cambia è appunto l’impedenza che viene abbassata. Il loro scopo è quello di trattare il segnale in maniera pulita, senza che venga modificata la pasta sonora.

In realtà il buffer “colorerà” leggermente il segnale, il quale risulterà più fedele e senza dispersioni.

Nella foto seguente si può vedere un tipico buffer, con gli attacchi di entrata e uscita e il led di stato giallo che indica che l’effetto è attivo.

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