DIFFERENZA FRA INDICAZIONE DI TEMPO, METRO, VELOCITA’ E RITMO

di Luca Valsecchi

Si fa molta confusione fra questi elementi musicali, tutti estremamente importanti e totalmente distinti l’uno dall’altro.

Una composizione musicale non può iniziare senza l’indicazione del metro, della velocità e del tempo. Altra cosa ancora è il ritmo.

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Osserviamo il seguente esempio:

Analisi: come prima informazione leggiamo che la semiminima (cioè il metro), va eseguita alla velocità metronomica di 120 BPM (battiti per minuto).

Il tempo è in 4/4 e la velocità metronomica d’esecuzione è 120 bpm alla semiminima.

Modificando il tipo di scrittura (riducendo della metà l’indicazione di tempo e di tutti i valori delle note), utilizzando lo stesso metro ma dimezzando la velocità dei BPM, otterremo il medesimo risultato esecutivo:

Esempi di questo tipo sono pressoché infiniti e i compositori li utilizzano, naturalmente, non tanto per ottenere lo stesso risultato esecutivo, “divertendosi” ad utilizzare scritture diverse (sarebbe un giochino inutile e stupido, come è ovvio), bensì per ragioni musicali ben precise, non comprensibili con facilità per chi non ha una solida preparazione musicale.

Le due principali ragioni per le quali si utilizzano questi diversi tipi di scrittura musicale, sono le seguenti:

  1. favorire la migliore leggibilità musicale a seconda della tipologia della composizione;

  2. effettuare cambi di tempo, di metro e di velocità all’interno della stessa composizione, al fine di ottenere risultati musicali impossibili da ottenere senza utilizzare questi “accorgimenti”.

Il ritmo

Che cos’è e cosa si intende per “ritmo musicale”?

E’ il risultato che si ottiene innanzitutto dalla diversa successione degli accenti musicali (intesi come accenti naturali, sempre presenti nella musica) e dall’eventuale “ritmo danzante specifico” che si realizza attraverso la costante e ferrea ripetizione (ostinato) di una determinata struttura ritmica specifica.


A seguire un esempio con tre ritmi diversi:

ATTENZIONE: molte volte questi diversi ritmi vengono impropriamente definiti “Tempo di marcia”, “Tempo di valzer”, ecc.

E’ improprio e genera confusione esprimersi in tal modo, visto che “l’indicazione di tempo” è universalmente riconosciuta essere il “quantitativo temporale” da inserire nelle singole misure: 4/4, 2/4, 6/8 ecc.


Si noterà che nel terzo esempio, oltre ad essere cambiati i valori musicali, è stata modificata anche l’indicazione di tempo (da 2/4 a 3/4):

questo produce un’ ulteriore sostanziale differenziazione: la scansione ritmica binaria e ternaria, la quale a sua volta può sfociare nell’ulteriore differenziazione fra tempo semplice e composto. Il relativo articolo è in preparazione, disponibile a breve.