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DIFFERENZA FRA TRASPORTO, MODULAZIONE E PASSAGGIO MODULANTE

di Luca Valsecchi

Si fa spesso confusione nell’utilizzo della terminologia e soprattutto fra ciò che producono questi due diversi procedimenti musicali.


In breve: trasportare una composizione o, limitatamente, l’intervallo fra due o più note musicali, significa modificarne l’altezza, e corrisponde a ciò che, in modo improprio, viene spesso definito come “alzare o abbassare di tono”.


La modulazione è una tecnica compositiva che agisce all’interno della composizione e ha lo scopo di creare varietà compositiva. A sua volta, non è da confondersi con il “passaggio modulante” che, diversamente ancora, non produce alcuna modulazione ma, ancor di più, permette di far “transitare”, di “far sentire”, di “far toccare” ARMONIE ESTRANEE ALLA TONALITA’ DI BASE. Quest’ultima tecnica compositiva possiamo dire che rappresenta il vero “segreto di pulcinella” che permette alla musica di diversificarsi in modo assolutamente infinito, mentre, al contrario, l’assenza di tale procedimento “condanna” la musica ad una triste ed altrettanto infinita ripetizione di se stessa.


Proviamo a capirci un po’ meglio!

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Trasporto (o “trasposizione”) musicale

Che cos’è il trasporto e cosa si intende per “trasportare la tonalità di un brano musicale”?

Abbiamo detto che è la tecnica che permette di modificare l’altezza di una frase o, ovviamente, di un’intero brano musicale.

Facciamo un esempio con la solita canzoncina “Fra’ Martino Campanaro”:

Perché é scorretto definire questa tecnica “alzare o abbassare di tono”?

Come si evince dall’esempio seguente, a differenza del precedente, se ci limitiamo a modificare l’altezza delle note, senza contestualizzarle nella relativa tonalità, otterremo un risultato musicale lontanissimo da quello che deve essere:

quindi, per poter applicare correttamente il trasporto, è indispensabile conoscere e saper applicare il concetto musicale che lo precede e ne sta alla base, cioè la tonalità.

Modulazione

Che cos’è la modulazione musicale?

E’ il passaggio da una tonalità ad un’altra all’interno di una composizione. Non è quindi una mera tecnica, come nel precedente caso del trasporto, per modificare l’altezza di una composizione: è molto di più! E’ il passare, tramite diversi procedimenti, da un’ “ambientazione sonora” ad un’altra, potendo sfruttare tutti gli effetti che tale cambiamento può produrre.

Ecco un esempio di modulazione:

Passaggio modulante

Che cos’è e cosa si intende per “passaggio modulante”? Innanzitutto non è una modulazione, infatti non determina alcun cambio di… tonalità del brano, appunto!

Il passaggio modulante produce molto, molto di più: permette ad una composizione musicale di sfruttare armonie estranee alla tonalità, per colorarla armonicamente in modo potenzialmente infinito, e già quest’ottima definizione (certamente non coniata dal sottoscritto) rende bene l’idea di quanto la tonalità sia sempre la stessa e che con l’utilizzo dei passaggi modulanti non si moduli da nessuna parte, ed al contempo di quanta infinita varietà si possa dare alla musica.

Fra i tanti possibili, due procedimenti compositivi che determinano il passaggio modulante sono la dominante secondaria e il passaggio cromatico.

A seguire degli esempi pratici, al termine dei quali, dalle rispettive tonalità (primo esempio in DO maggiore e secondo in MIb maggiore) si potrebbe… modulare in qualsiasi altra tonalità, a quel punto con la possibilità di riproporre il tutto, tale e quale, con gli identici passaggi modulanti, ma appunto in altra tonalità.

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