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DIFFERENZA TRA GIRO DI DO E GIRO ARMONICO

Cominciamo a sfatare una leggenda metropolitana: il cosiddetto “giro di DO” non esiste e non è mai esistito.

Al massimo esistono “i giri di DO” che consistono in diverse (ma limitate) successioni di giri armonici che “gravitano” attorno alla tonalità di DO maggiore: molto semplicemente, si tratta delle varie combinazioni fra i seguenti:

DO maggiore, RE minore, MI minore, FA maggiore, SOL maggiore, LA minore (accordi costruiti utilizzando esclusivamente le note della scala di Do maggiore).

L’accordo di SI, sempre costruito nella tonalità di DO maggiore, è un accordo “diminuito”, dissonante, quindi in questo contesto non utilizzato.
E’ molto importante abbozzare quantomeno un approfondimento relativamente a “questo contesto”:

sebbene una buona parte delle canzoni commerciali (evidentemente di questo si parla) siano costruite utilizzando successioni accordali di questa tipologia, è bene capire cosa ne consegue:

certamente, da parte dell’ascoltatore medio, una grande orecchiabilità e facilità di assimilazione musicale, dal momento in cui, trattandosi di elementi musicali ridotti ai minimi termini, canzoni “costruite” su questi giri armonici vengono facilmente assimilate da chiunque non possieda alcuna competenza musicale specifica.

Ci sono però anche dei risvolti negativi:

canzoni di questo tipo, a livello creativo – compositivo, per quanto appena esposto, sono alla portata di chiunque, portando a “scontrarsi” con una “concorrenza” praticamente infinita e sconfinata.

Dal lato prettamente musicale, porta inevitabilmente, anzi di più, matematicamente, ad una produzione musicale più che omologata (canzoni tutte simili fra di loro), la quale, a sua volta, porta spessissimo alla considerazione del “già sentito” (e non certo perché le note siano sette, come tutti i profani dicono, visto che sono dodici, anzi, di più)sfociando addirittura, per ragioni molto tecniche ed altrettanto molto precise, a privarsi di una effettiva tutela dell’opera musicale (ci si riferisce alla tutela contro il plagio): l’argomento è estremamente lungo e complesso, impossibile da trattare in questo articolo, ma sappiate che “chi vi parla” oltre ad essere un musicista professionista è un Perito plagi musicali certificato.

Questo aspetto appena accennato vorrei però tentare di approfondirlo, seppur brevemente:

nelle cause di plagio musicale, oltre alla comparazione analitico – musicale, viene “attenzionata” quella che, in quella sede, viene definita “originalità dell’opera”: non ci si riferisce tanto al fatto che sia stata copiata o meno, bensì al concetto seguente:

se una composizione musicale è costruita sul famigerato “giro di DO” o poco più, ne consegue MATEMATICAMENTE che, nel mondo e nella storia, si troveranno decine se non centinaia di musiche assolutamente identiche, proprio perché costruite su basi musicali limitatissime e quindi chiuse, circoscritte e ridondanti, quando la MUSICA, di per sé, ha spazi INFINITI di possibilità creative, ma per poterli sfruttare, come in tutte le cose della Vita, bisogna STUDIARNE IL LINGUAGGIO.

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I periti chiamati dal giudice a stendere l’analisi musicale – comparativa delle composizioni oggetto della Causa, se arrivano a stabilire che, a riguardo di una determinata canzone, si ravvisa essere costruita sul famigerato “giro di Do” (il quale, va da sé, si usa esclusivamente nelle canzoni commerciali della leggera, non certo nella musica colta, ma nemmeno nella “canzone d’autore”, intendendo con questa espressione “canzoni di una certa valenza tecnico – armonico – musicale), il suddetto requisito dell’ “originalità” dell’opera viene a mancare palesemente, in quanto una determinata canzone sarebbe il plagio della precedente, la quale lo sarebbe di quella ancora precedente…così all’infinito, quindi: o sono tutte “plagiate fra di loro” oppure, come a questo punto si capisce bene, non si tratta di alcun plagio (il quale, in ogni caso, va provato, e non si potrebbe mai provare in questa situazione), bensì frutto della risultanza di una musica composta sul nascere, come già spiegato, con limitatissime possibilità musicali, anche melodicamente parlando (visto che la melodia si “appoggia”, in modo altrettanto limitato, sulle armonie già limitate di loro) il che porta l’autore a presentare come “nuova canzone” quella che, in verità, è l’ennesima riproposizione della stessa canzone già precedentemente pubblicata centinaia – migliaia di volte.

Chi volesse invece provare ad andare oltre al famigerato “Giro di Do”, “Giro di Sol”, “Giro di Re” ecc. (che, per inciso, sono tutti la stessa identica cosa!) suggerisco di cominciare a leggersi queste altre mie dispense, e da lì cominciare seriamente  a

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