A COSA SERVONO I SUONI OMOLOGHI (O OMOFONI)?

Cosa sono i suoni omologhi?

Si tratta di stessi suoni chiamati con nomi (note) diverse.

Esempi:

il DO può essere chiamato anche SI# o RE bb (RE doppio bemolle):

il FA# può essere chiamato anche MI x (MI doppio diesis) o SOLb;

il LAb può essere chiamato anche SOL# (in questo caso le alternative possibili sono solo due).

Premessa:  solo chi ha una solida conoscenza del linguaggio musicale* potrà riuscire a comprendere in termini assolutamente pratici e concreti  gli esempi e le considerazioni che ora andrò a presentare, i quali producono una totale differenza d’ ascolto e consistenza musicale,  che consegue all’utilizzo compositivo e consapevole dei suoni omologhi.


* alcuni direbbero della teoria… giusto, ma con la piena consapevolezza di quanto tutta la teoria musicale produca risvolti squisitamente pratici, diversamente non servirebbe a nulla.

Esempio di diversa risultanza musicale


In questo esempio il FA# è il settimo grado (sensibile) di SOL minore ed è armonizzato con una triade (accordo) costruita sul V grado (armonia di dominante); la risoluzione cade sul I grado (tonica) di SOL minore:


In questo esempio il SOL b è il quarto grado (sottodominante) di RE b maggiore ed è armonizzato con una triade (accordo) costruita sul IV grado (armonia di sottodominante); la risoluzione cade sul V grado (dominante) di RE b maggiore:

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Considerazioni

Risulta evidente come chiamare lo stesso suono con due note diverse porti a trovarsi in situazioni musicali che nulla hanno a che fare fra loro;

La totale diversità musicale si comprende ancora maggiormente, rimanendo sempre su questi stessi esempi, pensando di essere all’interno di uno stesso brano musicale e chiamare le due note prima FA # e poi SOL b:

avendo visto quanto diverse e lontanissime siano le due situazioni, è facilmente immaginabile anche per un neofita che per poterle farle conseguire (collegare) fra di loro occorrerà un percorso armonico non indifferente, pena la “botta musicale” che conseguirebbe dalla loro esecuzione contigua senza preparazione e/o competenza alcuna.

Questo per dire che le due situazioni sono MUSICALMENTE (e non in modo “teorico – astratto”) più che diversissime, ed il loro accostamento all’interno di uno stesso brano musicale offre diversificazioni musicali più che sorprendenti, ovviamente se trattate con cognizione di causa, quindi avendo piena padronanza della teoria musicale, pena l’impossibilità di raggiungere simili diversificazioni musicali.

Guarda caso in tutta la musica pop (popolare) dove simili diversificazioni naturalmente non ci sono (per il semplice fatto che quasi nessun Autore/Compositore le conosce e padroneggia) porta la musica leggera ad essere tutta uguale, tutta già sentita.