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DIFFERENZA FRA SUONO, TIMBRO, ALTEZZA E DURATA

Il suono, per quanto normalmente associabile ad un discorso di tipo musicale, è un “fenomeno” acustico – uditivo ed in quanto tale andrebbe trattato, ma non è lo scopo di questo articolo.

Tratterò quindi il suono nella sua accezione e nell’ambito squisitamente musicale, inteso quindi come quel “fenomeno uditivo” che possiamo ricondurre ad un timbro, ad un’altezza e ad una durata, il quale poi, se riproposto più volte a distanza ravvicinata e più o meno regolare, potrà eventualmente determinare un ritmo.

Il timbro

Il timbro è determinato, ripeto, in ambito musicale, dallo strumento che produce il suono; è fondamentale questa contestualizzazione di riferimento, in quanto un suono può essere determinato anche dal cinguettio degli uccelli, solo per fare un esempio.


Sarebbe facile cadere in errore affermando che il timbro è lo strumento musicale… in verità stiamo sempre parlando di suoni, quindi di “fenomeni acustici” che, attraverso i diversi timbri prodotti dai diversi strumenti musicali, ci fanno immediatamente ed in modo preciso a loro ricondurre.

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L’ altezza

L’altezza di un suono, concetto di per sé di immediata comprensione (più o meno alto o basso – grave o acuto), muovendosi fra questi due estremi (dal più grave al più acuto) di ciascun timbro, determina l’estensione riproducibile da ciascuno strumento musicale.

La durata

La durata, di per sé è un concetto di così immediata comprensione che non ritengo necessiti di alcuna spiegazione; occorre invece porre attenzione non tanto sulla durata “generale” del suono, ma dei suoni che possono conseguire, uno dopo l’altro, in un determinato “evento”.

Infatti, quello che un non – musicista potrebbe indicare come un unico suono, un musicista lo potrà meglio recepire come una serie diversa di molteplici suoni in successione, suddividendo i diversi suoni innanzitutto in base alla loro durata, fondamentale per determinare il punto iniziale e finale di ciascun singolo suono, e questa determinazione sarà tanto più fondamentale nel momento in cui il timbro sarà il medesimo, in altre parole: non occorre certo essere musicisti nel saper cogliere diversi suoni quando questi sono generati da timbri diversi (pensiamo ad un pianista che suona e contemporaneamente un uccellino che cinguetta…tutti coglieranno la diversità dei suoni); competenza diversa – di tipo musicale – occorre maturare al fine di cogliere i diversi suoni prodotti dal pianoforte o anche solo dal volatile, ed i due combinati fra di loro).

Quando una successione di suoni è riconoscibile come strutturata in modo più o meno preciso e diversamente articolati fra loro, e ben inteso, può anche succedere che questa strutturazione avvenga in modo totalmente naturale (mi riferisco all’esempio del cinguettio) ma molto più frequentemente in modo non – casuale, quindi opportunamente ricercata, si genera quell’altro “fenomeno” che definiamo come Musica.

Per  approfondire lato “musicista”, propongo i seguenti articoli:

Differenza fra indicazione di tempo, metro, velocità e ritmo

Differenza fra melodia e armonia

Differenza fra spartito e partitura

Scrivere uno spartito o partitura musicale

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