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I GRADI DELLE SCALE MUSICALI E LORO FUNZIONI

di Luca Valsecchi

Le scale musicali sono costituite dalla successione ordinata dei suoni che la compongono, ciascuno dei quali ha una funzione ben precisa, determinata dal grado che ricopre all’interno della scala stessa.

Come tutta la teoria musicale, per nulla astratta nel momento in cui la si comprende appieno, questo aspetto permetterà di cogliere la “sottile” differenza tra suono e nota musicale, dando il “via”, grazie al successivo studio dell’armonia, alla comprensione e all’illimitata diversificazione musicale.

Il M° Luca Valsecchi, orchestratore, trascrittore partiture e perito plagi consultato dal Corriere della Sera, ti augura buona lettura con 250 articoli musicali scritti da musicisti professionisti.

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I gradi delle scale maggiori e minori

Premessa: la presentazione dei gradi, in questo articolo riguarda unicamente l’aspetto funzionale – melodico.

La scala maggiore è composta da sette note consecutive, aventi fra loro la seguente successione intervallare:  tono – tono – semitono – tono – tono – tono – semitono. Ciascuna delle sette note ricopre una funzione rappresentata dal loro relativo grado, cioè dalla sua posizione all’interno della scala stessa.

Dalla “gestione consapevole” dei gradi della scala maggiore, conseguiranno quelli delle scale minori, i quali richiedono un grado di conoscenza armonico – musicale decisamente più avanzato, per poter essere compresi nelle loro funzioni più articolate, ragione per la quale verranno trattati in un apposito articolo, a breve disponibile con il relativo link.

Funzione dei gradi della scala maggiore

Primo grado TONICA: essendo il primo grado, dà il nome alla scala e alla sua tonalità di riferimento.

Secondo grado SOPRA TONICA: segue la tonica ad un intervallo di seconda maggiore, cioè un tono.

Terzo grado MEDIANTE o CARATTERISTICA: a distanza di seconda maggiore dal precedente grado, si chiama “mediante” in quanto nota intermedia della triade (accordo) tonale, e “caratteristica” in quanto, nella sua funzione modale, determina appunto il “modo” maggiore o minore della scala.

Quarto grado SOTTODOMINANTE: a distanza di seconda minore dal precedente grado (un semitono), si chiama così in quanto precede la dominante.

Quinto grado DOMINANTE: a distanza di seconda maggiore dal precedente grado, si chiama così in quanto sia melodicamente, sia soprattutto armonicamente, determina una funzione di SPICCATA tensione ed instabilità, richiedendo un “trattamento” atto a gestire questa sua particolare “sensibilità” che la evidenzia in modo particolare.

Sesto grado SOPRA TONICA: a distanza di seconda maggiore dal precedente grado, nonostante il nome scontato che non necessita di spiegazioni, ha un ruolo fondamentale in ottica armonica.

Settimo grado SENSIBILE: a distanza di seconda maggiore dal precedente grado, è il grado che sia dal punto di vista melodico che armonico è strettamente collegato con il quinto, e dal primo punto di vista, se armonizzato in dominante (cosa né obbligatoria né scontata), avrà una tensione risolutiva che risolverà in tonica.

Ottavo grado TONICA: a distanza di seconda minore dal precedente grado.

Differenza tra scala e tonalità

Con questo primo livello di formazione musicale relativa ai gradi, per procedere nella comprensione di questo fondamentale argomento, è indispensabile capire a fondo come si determina la funzione di una nota musicale, a seconda del grado di appartenenza nella sua scala di riferimento, e quindi la differenza stessa tra scala e tonalità.

Invito ad approfondire questi aspetti fondamentali del linguaggio musicale con i due relativi articoli di riferimento:

  • differenza stessa tra scala e tonalità (clicca qua per leggere l’articolo)

  • a cosa servono i suoni omologhi?  (clicca qua per leggere l’articolo)
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