CANTO: IL GLISSATO E IL PORTAMENTO

di  Virginia Guidi

Alcuni gesti vocali che il cantante si trova ad affrontare hanno delle sfumature molto sottili, spesso inoltre possono essere eseguiti in modo inconscio tanto da risultare “vizi” involontari che possono essere difficili da togliere!

L’interpretazione musicale però deve essere più duttile e neutra possibile per poter essere sempre votata e idonea alla musica che andiamo ad interpretare!

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La voce e gli intervalli

Siamo sovente abituati a pensare che tutta la musica che andiamo ad eseguire sia fatta di scale ed intervalli di tono e semitono.

Fin dalla scuola, infatti, ci insegnano che gli intervalli sono importanti… e che il semitono è il più piccolo di essi! Ma questo è vero solo per alcuni generi musicali!

Sia in alcune forme folkloriche che in alcune forme di musica di sperimentazione, possiamo trovare intervalli molto più piccoli: quarti di tono, terzi di tono… e a volte anche ottavi di tono!

Questo dipende dalle varie culture che hanno strutturato il linguaggio musicale: ogni cultura ha la sua grammatica e il suo alfabeto musicale… dobbiamo solo imparare a conoscerli!

Infinite note… tra le note

Se noi provassimo a “strascicare” la voce ad esempio da un Do ad un Sol, non pensando all’intervallo che andiamo a fare, ma percorrendo tutta la strada che separa queste due note… potremmo osservare empiricamente che non c’è soluzione di continuità!

Spesso però, soprattutto i cantanti di alcuni generi specifici, non riescono a percepire questa differenza e riescono a intonare solamente intervalli netti e distinti.

Il nostro limite è solo l’orecchio

Il limite però è solo percettivo… ma non è così semplice! Infatti abbiamo due problemi percettivi molto differenti tra loro: uno naturale e uno culturale.

Il limite naturale è quello della sensibilità percettiva del nostro orecchio, infatti alcune fluttuazioni di intervalli sono talmente piccole che non possiamo minimamente percepirle!

Il limite culturale invece… è valicabile!

Per anni siamo stati abituati a non sentire e a non cantare nulla che fosse più piccolo del semitono… ma con un po’ di abitudine e di esercizio (e grazie ad alcune applicazioni per cellulare o ad alcuni software) possiamo imparare a riconoscerli e ad intonarli!

Ma prima di questo… potremo facilmente iniziare sondando lo spazio tra gli intervalli!

Il glissato

Il glissato (o glissando) è una tecnica vocale (ma non solo) tramite la quale il cantante “trascina” il suono da un punto di partenza ad un punto di arrivo e può avvenire in un intervallo più o meno lungo.

E’ una tecnica molto usata nella musica contemporanea ed è fonte di tantissimi effetti sorprendenti soprattutto quando le voci a cantare sono più di una! La musica diviene una tavolozza di battimenti, dissonanze e consonanze imprevedibile e meravigliosa!

Il portamento

Il portamento è una tecnica invece molto più diffusa.

Spesso nelle arie liriche troviamo l’indicazione portare la voce oppure il segno della legatura di portamento.

Questo è un gesto, sia discendente – più frequente – che ascendente, estremamente tipico dell’opera italiana, soprattutto perché trasmette un fortissimo senso espressivo ad alcune parole specifiche… anche se i cantanti lirici… a volte esagerano e lo usano troppo spesso, diminuendo decisamente l’effetto drammatico!

Il portamento può essere un vizio!

Attenzione però… molto spesso i cantanti, soprattutto quelli lirici, hanno la tendenza di “prendere le note da sotto”: cioè non intonare esattamente la nota ma partendo da un po’ più in basso e, con un piccolo portamento, intonarla poi esattamente.

Questa prassi, che spesso viene scambiata per un artificio che aiuta la tecnica, in realtà può diventare un vizio che caratterizza ogni nostra nota e di cui non possiamo più fare a meno!

Altre volte, capita invece, soprattutto nella musica moderna, che le note finali di una frase vengano “lasciate” dopo la fine del sostegno vocale, creando una fluttuazione verso il basso dell’intonazione! Ma facciamo attenzione!

Importante infatti è prendere le note sempre esattamente intonate lasciandole in modo chiaro e pulito, altrimenti rischieremo  portamenti non voluti sia durante l’attacco che durante il rilascio della nota.

Questi effetti sono frecce in più nella nostra faretra ma dobbiamo essere noi a scegliere quando usarli!