DIFFERENZE FRA LEGNI E OTTONI

di Luca Valsecchi

Quando parliamo di strumenti musicali a fiato, i cosiddetti aerofoni, ci addentriamo in un mondo vasto e ricco di peculiarità, nel quale è facile confondersi.

Esiste un grande numero di strumenti il cui suono è emesso attraverso l’uso del fiato, ma per questa unica caratteristica comune, tante sono le differenze tra i diversi strumenti.

Innanzitutto dobbiamo distinguere, rispetto alla categoria degli aerofoni, due classi: quella dei legni e quella degli ottoni.

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Quali sono e come si suonano i legni

La classe strumentale dei legni è una delle più antiche e comprende flauti, clarinetti, oboi, fagotti e sassofoni.

Di questi, clarinetti e sax sono strumenti traspositori.

Potrebbe trarre in inganno il fatto che alcuni degli strumenti menzionati, siano in realtà costruiti in metallo.

In alcuni casi, come quello del flauto traverso, è opportuno ricordare che in origine era costruito in legno, materiale peraltro ancora usato per altri tipi di flauto – il flauto dolce, ad esempio.

Vi sono inoltre due sottocategorie in base al tipo di ancia utilizzata:

legni ad ancia semplice: clarinetto e sassofono; legni ad ancia doppia: oboe, fagotto, controfagotto, corno inglese.

Il flauto traverso

Nei flauti il suono è prodotto direzionando la colonna d’aria all’imboccatura spigolosa dello strumento. La colonna d’aria viene immessa nello strumento in modo tale da colpire delicatamente lo spigolo del foro.

In questo modo, essa darà vita ad una vibrazione che genererà un suono diverso a seconda della lunghezza della colonna d’aria, determinata in base ai fori che vengono chiusi con le chiavi azionate dalle dita del flautista.

Dal registro grave passando all’acuto, la pressione dell’aria dovrà aumentarne gradualmente le atmosfere (pressione), arrivando a saper suddividere la pressione con la quantità dell’aria immessa, aspetto fondamentale che riguarda tutti gli strumenti a fiato. Diversamente il registro grave equivarrà a piano e registro acuto a forte, e con questo la fine della Musica!

Il Clarinetto

Il suono del clarinetto viene prodotto attraverso la vibrazione dell’ancia messa in opera dallo strumentista.

L’altezza del suono viene determinata con un sistema meccanico assimilabile a quello del flauto ed in generale a tutti gli strumenti muniti di chiavi.

Il clarinetto è uno strumento disponibile in diversi tagli (tonalità): i più usati sono in primis il clarinetto soprano in SIb, il piccolo in MIb, chiamato così per via della davvero piccola dimensione, oltre al clarinetto basso in SIb, il quale, enorme, suona un’ ottava al di sotto del clarinetto soprano.

Il sassofono

Il sassofono rientra in questa categoria per via del fatto che esattamente come il clarinetto, per generare il suono utilizza un’ancia, ma diversamente da questo è costruito in leghe metalliche.

L’ancia è una sottile striscia di legno che si poggia sull’imboccatura dello strumento. Il passaggio dell’aria tra imboccatura e ancia ne determina la vibrazione e dà origine al suono, la cui altezza viene controllata mediante l’azione di chiavi che chiudono con un tampone i fori presenti nel tubo.

Per una descrizione dettagliata del sassofono nelle sue diverse tipologie è possibile leggere il relativo articolo cliccando qua.

Diversamente dal clarinetto e dal sassofono, il fagotto e il corno inglese generano il suono attraverso la vibrazione di un’ancia doppia.

Quali sono e come si suonano gli ottoni

La classe degli ottoni comprende gli strumenti musicali nei quali il suono è generato dal flusso della colonna d’aria vibrante immessa nello strumento attraverso le vibrazioni delle labbra sul bocchino, come ho spiegato appositamente in un articolo che è possibile leggere cliccando qua.

Gli strumenti di questa classe sono: corno francese, tromba, trombone, basso tuba, flicorni, dei quali alcuni di questi sono strumenti traspositori.

Per estendere le possibilità cromatiche dello strumento, è necessario intervenire sulla lunghezza del tubo, modificando di conseguenza la frequenza di vibrazione della colonna d’aria.

Questo si rende possibile attraverso l’ausilio dei pistoni o, come nel trombone, attraverso la coulisse: meccanismi solo apparentemente differenti, come ho spiegato appositamente in un articolo che è possibile leggere cliccando  qua.

Tutto ciò senza dimenticare il “discorso” degli armonici che stanno alla base di tali strumenti ed anche in questo caso me ne sono occupato in un apposito articolo che è possibile leggere cliccando qua.