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DIFFERENZA FRA TRASPORTO E STRUMENTI TRASPOSITORI

Trasporto e strumenti traspositori: si tratta di due situazioni totalmente diverse.

Spiegherò singolarmente le due diverse “situazioni”, per poi arrivare a cogliere tale diversità.

TRASPORTO

Per “trasporto” (termine da preferirsi rispetto a “trasposizione” o altri termini ancora più improponibili) si intende quell’operazione musicale che va a modificare la tonalità di un brano, esempio: per rendere cantabile una canzone che in DO maggiore mi risulta troppo bassa, la trasporto in FA maggiore.

Altro esempio: un brano da suonare in FA diesis maggiore con il clarinetto (o qualsiasi altro strumento) quindi con sei diesis in armatura di chiave, lo trasporto SOL maggiore, con un solo diesis in chiave, allo scopo di renderlo più semplice da suonare.

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STRUMENTI TRASPOSITORI

La maggior parte degli strumenti a fiato (praticamente tutti tranne il flauto) e qualche altro strumento, non suonano le note effettive… capisco che per chi non lo sapesse è un “duro colpo”… tranquilli, sono qua apposta!

Prendiamo come esempio un sax contralto: sappiamo “tutti” che è uno strumento in MI bemolle, ciò vuol dire che quando suoniamo un DO, la nota “effettiva” o “reale” che produrremo non sarà un DO ma appunto un MI bemolle…e per essere più precisi, il MI bemolle risulterà una sesta maggiore inferiore, cioè quel MI bemolle sarà “sotto” e non “sopra” al DO che stiamo suonando… già che ci siamo: con un sax baritono, anche lui notoriamente in MI bemolle, il suono reale non sarà certo quello del sax contralto, ma, rispetto a quello, sarà un’ulteriore ottava ancora sotto!

Esempi di questo tipo se ne possono fare ovviamente infiniti, e a grandi linee è un “discorso” che riguarda strumenti quali il clarinetto, appunto i sax, la tromba, il trombone, il corno, e altri ancora, ovviamente ognuno con caratteristiche e situazioni differenti.

Questa non – corrispondenza fra le note suonate e i suoni effettivamente prodotti, è “causata” da due diverse tipologie di situazioni:

1) il “taglio dello strumento”: come nell’esempio appena fatto, uno strumento “tagliato” (cioè costruito) in una tonalità che non sia DO maggiore (sax in MI bemolle o SI bemolle, tromba e clarinetto in SI bemolle, Corno in Fa, ecc.) per questa ragione facilmente comprensibile, non esegue note reali;

2) il nome che si “usa” dare alle note: per ragioni che non è il caso mi metta a spiegare (l’articolo è già lungo!) la nota, e quindi il suono, che viene “chiamato” in un certo modo, non necessariamente coincide con il suono effettivo… ma questa è la stessa ragione per la quale, altri strumenti di per loro “tagliati” NON in DO (esempio: il trombone in SI bemolle) proprio per il fatto di questa “procedura”, diversamente dalla tromba in SI bemolle che la vede come strumento traspositore, il trombone non lo è…infatti suona REALE!, esattamente come il pianoforte. Poi per la verità ci sono anche trombettisti che “leggono” reale… insomma, capisco che per chi non è più che “ferrato”, è un gran casino!

Lo scopo di questo “articolo” non è certo quello di fornire i mezzi per capire e gestire tutte queste situazioni: per fare questo occorre studiare musica, come minimo un corso di orchestrazione.

CONCLUSIONI

In presenza di uno strumento traspositore, quello che spero sia chiaro che consegue, è che, nel momento in cui suona con altri strumenti, traspositori e non, per potersi “allineare” con gli altri dovrà “trasportare” in modo tale appunto da “allinearsi”: chi suona professionalmente questi strumenti e ha quindi passato anni a studiare… sa bene che fra le diverse materie di studio c’è quella del trasporto… il cui scopo è quello di trasportare uno spartito all’istante… in modo tale da portarlo in “reale”.


Detto questo… visto che non è certamente un’operazione delle più semplici, specie per le musica più complessa, anche per i professionisti che hanno studiato per anni, si usa “trasportare preventivamente” gli spartiti degli strumenti traspositori, ma come si capisce ora bene, questo tipo di “trasporto” non è fine a sé stesso, come invece lo è nella prima casistica trattata, cioè quella di adattare la tonalità (trasportandola) per esigenze canore, per semplificare un brano strumentale con tante alterazioni “in chiave” o altre situazioni simili).


Termino dicendo che queste due diverse situazioni, possono naturalmente convivere entrambe insieme, esempio: un brano strumentale, cantato e suonato da diversi strumenti, traspositori e non, potrà dover essere trasportato per le esigenze canore di un cantante; va da sé che ogni strumento traspositore, una volta “recepita” la tonalità “reale” di “destinazione”, dovrà “regolarsi” o dovrà essere preventivamente “regolato” come spiegato!