DIFFERENZA FRA TRASPORTO E STRUMENTI TRASPOSITORI



Trasporto e strumenti traspositori: si tratta di due situazioni totalmente diverse.


Spiegherò singolarmente le due diverse “situazioni” per  poterne cogliere le sostanziali differenze.

Trasporto

Per “trasporto” (termine da preferirsi rispetto a “trasposizione” o altri termini ancora più improponibili) si intende quell’operazione musicale che va a modificare la tonalità di un brano per esigenze canore, di semplificazione esecutiva (riducendo il numero delle eventuali alterazioni “in chiave”) o per altri motivi ancora.


E possibile inoltre trasportare determinate frasi musicali ad intervalli diversi, per esempio una sesta discendente, senza necessariamente modificare la tonalità del brano.

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Strumenti traspositori

Molti strumenti musicali  non producono le note effettive che definiscono il suono eseguito.

Prendiamo come esempio un sax contralto: sappiamo “tutti” che è uno strumento in MI bemolle, ciò vuol dire che quando suoniamo un DO, la nota “effettiva” o “reale” che produrremo non sarà un DO ma appunto un MI bemolle; per poter ottenere realmente la tonalità di  DO maggiore, lo spartito dovrà quindi essere scritto (e suonato) nella tonalità di LA maggiore.

Per essere più precisi, il MI bemolle risulterà una sesta maggiore inferiore, cioè più grave del  DO che “pensiamo” di suonare.

La stessa nota musicale eseguita con un sax baritono, anche lui notoriamente in MI bemolle, produrrà un  suono che non sarà certo quello del sax contralto, rispetto a quello infatti risulterà essere un’ulteriore ottava inferiore!


Esempi di questo tipo se ne potrebbero fare diversi, e a grandi linee è una caratteristica che riguarda gli strumenti a fiato  quali il clarinetto, i sax, la tromba, il corno, ma anche la chitarra (la quale “suona” un’ottava inferiore rispetto alle note scritte nella “normale” chiave di violino, a meno che non si aggiunga il numero otto al di sotto della chiave stessa) e altri strumenti ancora, ognuno con caratteristiche e situazioni differenti.

Questa non – corrispondenza fra le note suonate e i suoni effettivamente prodotti, è “causata” da due diverse situazioni:

1) il “taglio dello strumento”: come nell’esempio appena fatto, uno strumento “tagliato” (cioè costruito) in una tonalità che non sia DO maggiore (sax in MI bemolle o SI bemolle, tromba e clarinetto in SI bemolle, Corno in Fa, ecc.) per questa ragione facilmente comprensibile, non esegue le note reali;

2) il nome che si “usa” dare alle note: a prescindere dalla tonalità dello strumento musicale specifico in uso, per ragioni che non è possibile trattare in questa sede, la nota, e quindi il suono  che viene “chiamato” in un determinato modo, non necessariamente coincide con il suono effettivamente prodotto.