FRYDERYK CHOPIN: IL POETA DEL PIANOFORTE

di  Manuel Cini

Le opere di Chopin sono cannoni sepolti sotto i fiori“.

Così Robert Schumann descrisse la musica di uno dei compositori romantici più noti ed eseguiti dell’intero Ottocento: Fryderyk Chopin, colui che più d’ogni altro cercò di esprimere attraverso il pianoforte il cuore e l’anima dell’uomo.

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Fryderyk Chopin – la vita

La storia della letteratura pianistica deve a Fryderyk Chopin un posto d’eccezione.

Compositore che più di ogni altro ha dedicato al pianoforte tutto il suo estro compositivo, Chopin nacque in Polonia nel 1810, un vero e proprio annus mirabilis che diede i natali ad alcuni tra i più importanti compositori dell’800, tra cui anche Robert Schumann.

Quella del compositore polacco fu un’infanzia relativamente tranquilla, definita da alcuni studiosi come “idilliaco-angelica”. Liszt stesso, che scrisse la prima vera biografia di Chopin nel 1852, definì la sua famiglia come ‘unita, calma e occupata’, i cui esempi di sentimento pio, semplicità e nobiltà influenzarono Chopin in maniera indelebile.

Questo nido primordiale nel quale il compositore visse la sua infanzia e giovinezza, unito al profondo senso di famiglia che di conseguenza ne crebbe, funsero da vero e proprio ancoraggio spirituale per il resto della sua esistenza.

Fino ai tredici anni Chopin non frequentò nessuna scuola ma ricevette lezioni di musica prima dalla madre Justyna e poi dalla sorella maggiore Ludwika, che rivestì una funzione importante nella vita del compositore dopo la morte della sorella Emilia nel 1827.

Dal 1817, anno in cui pubblicò la prima polacca in Sol minore, cominciò a prendere lezioni da Wojciech Zywny, un violinista e pianista di ottima reputazione a cui i genitori affidarono la delicata educazione del figlio. A mano a mano il suo talento cominciò ad emergere considerevolmente e nel 1822, già ritenuto enfant prodige, venne iscritto nello stesso Liceo nel quale insegnava il padre Mikolaj.

Terminati gli studi nel 1826, Chopin potette finalmente dedicarsi alla musica a tempo pieno. Jòzef Elsner, violinista e direttore d’orchestra nonché fondatore del Conservatorio di Varsavia, certamente una delle personalità più eminenti della Polonia dell’epoca, prese il posto di Zywny nel 1822 e fece ammettere Chopin alla Scuola Superiore di Musica nel 1826. Di questo periodo vanno ricordate la Sonata op. 4 (dedicata proprio ad Elsner), la Krakowiak op. 13, e il Rondò op. 14.

Conclusi i suoi studi nel 1830, Chopin partì per Vienna. Tuttavia, a causa dei moti d’insurrezione della rivolta di novembre contro il dominio dell’impero russo non potette tornare a Varsavia e ripiegò verso Parigi, dove infine rimase sino alla morte. La lontananza dalla patria nella quale non riuscì mai a tornare, la nostalgia di casa e della sua terra diedero vita alle meravigliose pagine del genio chopiniano, ricche di liricismo e profonda passione ed emotività, dove preponderante si rivela l’influsso di idee, ricordi, melodie provenienti dalla lontana e cara patria.

Chopin non ebbe vita facile nei primi anni di vita parigina; infatti, quando arrivò non era ancora conosciuto e l’immensa capitale francese era un coacervo di aspiranti pianisti che cercavano in tutti i modi di fare carriera. Grazie a delle preziose raccomandazioni, egli ebbe la fortuna di incontrare Friedrich Kalkbrenner, forse il pianista più famoso dell’epoca, una figura di riferimento che tutti i giovani musicisti cercavano spudoratamente di aggraziarsi nel tentativo di farsi notare ed emergere professionalmente.

Kalkbrenner, evidentemente impressionato dalle qualità del giovane arrivato, introdusse Chopin nella vita musicale dell’epoca e nel giro di pochi anni la sua fama e popolarità crebbero incredibilmente. Tuttavia, al contrario di quanto si possa pensare, Chopin divenne noto più come didatta che come pianista concertista ed è proprio dall’attività di insegnamento che trasse il suo sostentamento economico.

Va detto ovviamente che le sue doti pianistiche erano davvero eccellenti, come dimostrano le numerose testimonianze dei suoi allievi e le amicizie con Liszt, Berlioz, Franchomme, Hiller, i quali lo invitavano sovente a prendere parte ai loro concerti, com’era d’uso all’epoca. Chopin visse così il resto degli anni insegnando pianoforte e componendo musica.

Conobbe nel 1835 Maria Wodzinska, il primo vero amore della sua vita, con la quale però il rapporto si interruppe già l’anno successivo. Nel 1936 incontrò George Sand, affermata scrittrice, con la quale ebbe invece una relazione sentimentale più lunga e per certi versi più travagliata che si concluse nel 1847.

Chopin, che soffriva da molti anni di tubercolosi, morì nella sua casa di Parigi appena due anni dopo, nel 1849.

Le opere

Il repertorio del compositore polacco, quasi esclusivamente consacrato al pianoforte, include: 4 Scherzi, 4 Ballate, 16 Polacche, 20 notturni, 19 Valzer, 59 Mazurche, 3 Sonate, 26 Preludi, 4 improvvisi, 5 rondò e 27 studi. A queste si aggiungono altri pezzi vari, tra cui: cinque serie di variazioni, una Berceuse, una Barcarole, un Bolero, una Fantasia e una Tarantella.

Dinanzi ad un repertorio così variegato per pianoforte, il quale dimostra peraltro come Chopin si sia praticamente cimentato pressoché con tutti i maggiori generi dell’epoca, quello per gli altri strumenti risulta molto più ridotto.

Esso presenta: due concerti per pianoforte e orchestra, il Krakowiak, l’Andante Spianato e Grande Polacca brillante, cinque composizioni di musica da camera per pianoforte e violoncello (ispirate in larga parte dalla profonda amicizia che Chopin ebbe con il famoso violoncellista August Franchomme), ed un trio per pianoforte, violino e violoncello.

Per la bellezza delle sue composizioni e per il legame indissolubile che egli ebbe con lo strumento, Chopin è oggi ritenuto all’unanime “il poeta del pianoforte”.

Approfondimenti

La letteratura su Chopin è sterminata, ma per ulteriori approfondimenti si consigliano principalmente le seguenti letture:

Belotti, Gastone. Chopin. EDT, Torino, 1984.
Belotti, Gastone. F. Chopin, l’uomo. Milano-Roma 1974, Sapere ed., 3 voll.
Eigeldinger, Jean-Jacques. Chopin visto dai suoi allievi. Astrolabio Ubaldini, 2010.
Iwaszkiewicz, Jaroslaw. Chopin. Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1995.
Liszt, Franz. Vita di Chopin. Passigli Editori, 2010.
Tomaszewski, Mieczysław. Chopin. Damiani, 2010