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LE DINAMICHE MUSICALI

di Daniele Moneta

Nel novero della semiografia musicale, troviamo varie tipologie di simboli, ma cosa sono le indicazioni dinamiche?

Come si interpretano?

Fra i tanti, approfondiamo questo aspetto della scrittura e dell’esecuzione musicale!

Il M° Luca Valsecchi, orchestratore, trascrittore partiture e perito plagi consultato dal Corriere della Sera, ti augura buona lettura con 250 articoli musicali scritti da musicisti professionisti.

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La dinamica musicale – le origini

La dinamica è un parametro che si occupa di gestire l’organizzazione dell’intensità esecutiva delle note scritte sul pentagramma musicale.

Fino al Seicento inoltrato, non esisteva una semiografia dedicata alla dinamica… essa era basata su delle consuetudini, che variavano da luogo a luogo, spesso a libera interpretazione dei musicisti; del resto sono note le lacune semiografiche fino a fine Rinascimento, le quali pongono grandi interrogativi relativamente alla filologia musicale.

Durante il periodo barocco iniziarono a comparire le prime indicazioni in tal senso, ma erano ancora molto imprecise e scarne, tanto che tutt’oggi risulta difficile operare un lavoro filologico per mancanza di fonti specifiche.

L’evoluzione organologica della seconda metà del 1600 diede un impulso notevole allo sviluppo dei simboli dinamici, soprattutto con l’avvento del pianoforte, il quale possedeva possibilità espressive molto più ampie del suo antenato clavicembalo, che i musicisti vollero sondare. Il Romanticismo del 1800 normalizzò le indicazioni dinamiche così come le conosciamo oggi, poiché questo stile fu molto attento all’aspetto espressivo, ricercando ampi e variegati colori con cui ammantare le composizioni.

I principali simboli della dinamica musicale

Vediamo quali sono e come si interpretano i principali simboli relativi alla dinamica.

Come si evince dalla grafica, i simboli dinamici si scrivono con lettere minuscole in corsivo. Avremo così il piano e il forte, indicati da “p” e “f”, pianissimo e fortissimo “pp” e “ff”, arrivando a poter utilizzare tre o quattro “f” e“p”, che indicano il fragore e il quasi impercettibile. Avremo poi “mp” e “mf”, la cui “m” sta ad indicare “mezzo piano” (un po’ più intenso del piano) e “mezzo forte” (quasi forte).

Le indicazioni “sfz” (o “sf”) indicano di eseguire la relativa nota con una forte accentuazione, “esagerando” sensibilmente il normale accento (>); infine abbiamo il rinforzando (rf), che indica un leggero crescendo dinamico applicato a una frase o parte di essa, e il fortepiano (fp) che segnala un forte che va a smorzarsi subito.

Per tutta una serie di diverse situazioni e casistiche, questi simboli dinamici hanno naturalmente un ampio margine di soggettività e di interpretazione, nel senso più letterale del termine.

Altri simboli dinamici

Il sistema delle indicazioni dinamiche ne prevede altre aventi carattere graduale, ovvero il crescendo e diminuendo, indicati dalle relative “forcelle” o anche dalle abbreviazioni cresc. (crescendo) e dim. (diminuendo).

contrappunto

In questo esempio, la forcella che si “apre”, indica un graduale crescendo, il cui apice dovrà essere raggiunto in corrispondenza del forte, indicato sotto al MI, per poi eseguire il procedimento inverso.

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