IL CONTRAPPUNTO

di  Virginia Guidi

Il contrappunto è una forma compositiva estremamente particolare e che, nonostante sia nata molti secoli fa, viene ancora studiata dai compositori come elemento fondamentale di padronanza e conoscenza della polifonia, senza tuttavia confondere i due ambiti, come spiegato nell’articolo raggiungibile a questo link.


Andiamo a scoprire insieme l’origine e gli elementi fondamentali.

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Il contrappunto: origine del nome

Il termine contrappunto risale a circa il XIII secolo.

Con la parola punctum storicamente si indicava la nota nel canto gregoriano scritto con i neumi.

Contrappunto significa quindi nota contro nota e cioè punctus contra punctum.

Con questa definizione si indica la combinazione di melodie a diversa altezza con attenzione soprattutto all’andamento orizzontale, mentre l’andamento verticale verrà indicato con il termine armonia.

L’andamento delle voci

Le voci nel contrappunto possono muoversi in diversi modi e sono sempre relativi all’andamento delle altre voci.

L’andamento per moto retto indica quando due voci si muovono nella medesima direzione (esempio entrambe salgono o entrambe scendono).

L’andamento per moto parallelo indica un andamento dove le voci procedono sempre nella medesima direzione ma mantenendo la medesima distanza tra di esse. Il moto contrario prevede che le due voci vadano in direzioni divergenti.

Il moto obliquo prevede una voce ferma mentre l’altra si muove.

Prassi e divieti

Le voci devono essere scritte nel modo più cantabile possibile evitando quindi intervalli troppo complessi come ad esempio il tritono.

Il soprano e il basso hanno tendenzialmente melodie che si muovo per gradi congiunti con piccoli salti e il registro di tutte le voci è quasi sempre limitato all’ottava di estensione. Le ottave e le quinte parallele sono assolutamente vietate e la sensibile, che deve sempre risolvere sulla tonica, non deve essere mai raddoppiata.

Molto importante

Nel contrappunto importantissima è la cantabilità delle linee melodiche che non devono mai essere troppo particolari!

Era fondamentale che i cantanti si sentissero a proprio agio e non trovassero difficoltà a leggere le parti.

Ma questa esigenza non escludeva una meravigliosa complessità generale e globale che ci ha regalato delle pagine meravigliose di musica che tutt’ora possono toccare profondamente l’anima.