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Innanzitutto mi presento per chi accede direttamente a questa pagina: mi chiamo Luca Valsecchisono diplomato in Conservatorio, lavoro per oltre 400 committenti in tutta Italia come compositorearrangiatore ma soprattutto trascrivere musica su spartito (attività che svolgo perlopiù da mattina a sera da oltre 10 anni) mi ha portato ad affermarmi in questo settore a livello nazionale. Sono inoltre un Perito (plagi) accreditato ed iscritto all’albo della Camera di Commercio (richiedimi la documentazione o richiedila direttamente alla Camera di commercio di Lecco). Conosco bene la materia e so quel che dico.

Differenza fra melodia e armonia

La differenza fra questi due elementi musicali, fra i principali insieme al tempo ed al ritmo, si può riassumere così: la melodia “disegna” la musica orizzontale, l’armonia in verticale!

Questo “geometrismo” non è di tipo figurativo ma letterale. Entrando nel merito:

Si dicono “melodia” un insieme di note che non necessitano di diversi strumenti musicali per essere suonate (o cantate) al contrario devono poter essere eseguite da un solo strumento anche di tipo monodico (strumento musicale che esegue appunto una sola nota alla volta), le suddette note si devono cioè conseguire appunto una alla volta; la seconda fondamentale caratteristica è che queste note, scritte in modo consecutivo una dopo l’altra (da cui deriva il senso orizzontale) una volta eseguite devono avere la caratteristica della “cantabilità” (in senso lato, sia che siano effettivamente cantate piuttosto che suonate da un qualsivoglia strumento musicale). La melodia che si va così a configurare viene chiamata anche “tema musicale” il quale può essere suddiviso in diverse sezioni, la più grande della quali è detta “periodo musicale” o semplicemente “periodo”, il quale si suddivide in due o più frasi, a loro volta suddivisibili in semifrasi, fino ad arrivare alla sezione più piccola detta “inciso” (negli ultimi anni nella leggera con il termine “inciso” viene inteso il ritornello, concetto che esula dalla presente dispensa). A livello indicativo ma suscettibile di ampie diversificazioni, non trattabili in questo contesto, la dimensione (lunghezza) di un periodo può essere pari a otto misure se costituito da due frasi di quattro misure cadauna o di dodici misure con tre frasi. La semifrase è costitita da due o tre misure. Infine, l’inciso è la cellula melodico – ritmica che caratterizza l’intero periodo. Ad un periodo ne possono naturalmente conseguire altri, portando la composizione ad assumere aspetti che per caratteristiche e dimensioni portano la stessa a costituire una forma musicale piuttosto che un altra.

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Si dicono “armonia” un insieme di note suonate contemporaneamente da uno o più strumenti musicali, e la verticalità deriva dal fatto che in uno strumento di tipo polifonico (es. pianoforte, chitarra, arpa, organo fra i principali) queste note si scrivono letteralmente una sopra l’altra in senso verticale, nel caso invece si utilizzino più strumenti musicali (sia di tipo monodici che polifonici) anche questi si scrivono in senso verticale uno sopra (o sotto) l’altro, andando a costituire una partitura. La seconda caratteristica fondamentale dell’armonia è che ha il delicato compito da dare “corpo” e “atmosfera” alla musica, e per capire questo concetto pensiamo ad un brano musicale (una canzone piuttosto che un brano classico): quando cantiamo un brano, cantiamo la melodia, ma in quel dato brano sentiamo che non sta suonando (o cantando) solo la melodia, ma c’è ben altro…questo “altro” è riconducibile essenzialmente all’arrangiamento  ed appunto all’armonia. Quest’ultima si occupa di determinare la varietà (e, quando non è banale o scontata, la ricercatezza) del discorso musicale e le diverse emozioni che si intendono imprimere nell’ascoltatore. La disciplina musicale che studia questi fenomeni si chiama appunto “armonia”, e ne è caldamente consigliato uno studio approfondito  da coloro che intendono sviluppare capacità compositive.