ACCORDI DI SETTIMA (QUADRIADI) – ANALISI DELLE DIVERSE SPECIE

di Daniele Moneta

Cos’ è una quadriade? Come si compone?

Analizziamo come si costruiscono gli accordi di settima, i quali sono costituiti da quattro voci (o suoni) e hanno un ruolo fondamentale nella musica degli ultimi secoli, venendo utilizzati in moltissimi stili e ambiti. In dettaglio, vedremo come si costruiscono e le loro caratteristiche principali.

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L’accordo di settima e le specie

Una quadriade o accordo di settima detto anche tetrade, è una tipologia accordale composta da quattro suoni. Questi accordi si crearono combinando i suoni delle scale tonali e in seguito furono catalogati e codificati in maniera precisa.

In principio la settima fu utilizzata come nota di passaggio posta su una triade; in seguito l’accordo acquistò autonomia e fu utilizzato in modo indipendente. Ciò avvenne durante il periodo dello sviluppo dell’armonia tonale fra ‘600 e ‘700.

Tali aggregati armonici sono formati dalla sovrapposizione di una terza, una quinta e una settima rispetto a una nota fondamentale. La differente successione di questi intervalli, ne determina le diverse tipologie.

Tutte le diverse specie di accordi di settima sono considerate dissonanti, poiché ognuna di esse contiene appunto delle dissonanze più o meno marcate.

Le quadriadi vengono raggruppate in sette tipologie (dette specie). Vediamo quali nel seguente schema:

Prima specie: accordo di settima di dominante, costituito dalla fondamentale, terza maggiore, quinta giusta, settima minore. Si costruisce sul quinto grado di una tonalità maggiore o minore e tende a risolvere sulla tonica. Contiene, oltre la dissonanza di settima, un tritono che si genera tra il terzo e settimo grado dell’accordo.

Seconda specie: accordo minore settima, costituito dalla fondamentale, terza minore, quinta giusta e settima minore. Spesso precede gli accordi di settima di dominante per formare una cadenza.

Terza specie: accordo semidiminuito, costituito dalla fondamentale, terza minore, quinta diminuita e settima minore. Nel modo maggiore si costruisce sul settimo grado e tende a risolvere alla tonica; nel modo minore forma la cadenza con l’accordo di dominante, precedendolo.

Quarta specie: accordo maggiore settima, costituito dalla fondamentale, terza maggiore, quinta giusta, settima minore. Accordo formato sul primo e quarto grado della tonalità maggiore e sul sesto della tonalità minore.

Quinta specie: accordo di settima diminuita, costituito dalla fondamentale, terza minore, quinta diminuita, settima diminuita. L’accordo possiede la particolarità di essere simmetrico per terze minori e dunque qualsiasi nota che lo compone, può essere fondamentale; il che lo rende utile per modulare.

Sesta specie: accordo minore con settima maggiore, costituito dalla fondamentale, terza minore, quinta giusta, settima maggiore.

Settima specie: accordo maggiore settima con quinta eccedente, costituito dalla fondamentale, terza maggiore, quinta eccedente, settima maggiore. Accordo molto dissonante e ostico, raro che si utilizzi in maniera autonoma.

Trattamento delle dissonanze

Gli accordi di settima, come si diceva, contengono tutti un certo grado di dissonanze, le quali, nel contesto della musica colta, vengono preparate e risolte, facendo particolare attenzione al movimento melodicocontrappuntistico delle voci, per avere delle transizioni accordali ben costruite. Così si creano dei moti delle parti che rispondono alle consuetudini del contrappunto severo.

Preparare una settima, significa introdurla in maniera scorrevole, anticipando il suono che andrà a determinare la dissonanza, dapprima presentandolo in un accordo consonante, il quale, mantenendosi invariato e “tenuto”, andrà ad inserirsi nel successivo accordo di settima, facilitando così la sua intonazione.

Occorre sottolineare infatti che la preparazione della settima, riguarda unicamente la prassi vocale, in quanto è chiaramente un discorso di difficoltà relativa all’intonazione appunto vocale e l’obbligatorietà scolastica o “severa” della preparazione riguarda tutte le specie di settime ad eccezione della settima di dominante, la quale è ritenuta la meno dissonante e quindi di più semplice intonazione.