GLI ARPEGGI: TECNICHE DI ABBELLIMENTO

di Daniele Moneta

Nella composizione musicale vi sono diverse tipologie di strutture musicali, le quali si possono sfruttare in svariati modi, partendo dalla teoria e ampliandole con il proprio estro artistico… una di queste è l’arpeggio.

Nel presente articolo si troveranno degli spunti finalizzati al rendere meno scontate e più interessanti le linee melodiche.

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Cos’è un arpeggio

L’arpeggio è costituito dalle note componenti un accordo, suonate però melodicamente una alla volta.

Un esempio celebre può essere rintracciato nella coda finale dell’assolo di Hotel California, in cui i solisti creano delle linee melodiche, eseguendo appunto arpeggi sovrapposti agli accordi della accompagnamento armonico.

In questo caso, nonostante l’utilizzo dei rivolti, sono composti solo dalle note diatoniche accordali (cioè senza la presenza di alterazioni).

Come abbellire l’arpeggio

È possibile abbellire gli arpeggi, mescolandoli ad altre note diatoniche della tonalità che si sta utilizzando, ma anche mediante l’utilizzo di cromatismi (quest’ultimo aspetto è molto utilizzato negli stili di musica jazz moderni); ne deriverà una trama musicale più ricca e variegata.

Possiamo distinguere due categorie principali, ovvero gli approcci diatonici o cromatici. Questo significa che una nota componente l’arpeggio, può essere preceduta da una nota diatonica o cromatica, posta per grado congiunto prima della componente che si vuole abbellire.

Avremo dunque le seguenti situazioni: approccio cromatico o diatonico ascendente o discendente, posto prima della nota che si andrà a scegliere per operare la procedura di abbellimento.

Questi esempi mostrano in maniera esaustiva quanto detto: ho scelto una triade di DO maggiore e applicato la tecnica alla sua terza (cioè la nota MI). Nell’esempio A, questa nota è approcciata diatonicamente da RE, nel B dalla nota FA, nel C dalla nota cromatica RE diesis e infine nel D dalla nota FA diesis (ancora cromatica).

L’enclosure, cioè la combinazione dei sistemi precedenti

La tecnica dell’enclosure sostanzialmente mescola il sistema degli approcci. Considerando una componente a cui si vuole applicare questa procedura, combineremo gli approcci diatonici e cromatici prima di eseguire la nota dell’arpeggio, creando una linea melodica più interessante.

Le metodologie ivi descritte, sono da considerarsi interdipendenti, ovvero si possono applicare isolatamente così come combinate tra loro.

In questo articolato esempio sempre in DO maggiore, dopo aver suonato le note DO e MI, si approccia tramite l’enclosure la nota SOL, suonando LA (approccio diatonico), LA bemolle (approccio cromatico), Fa diesis (ancora cromatico), per poi terminare su SOL (quinta di DO maggiore).

La misura seguente mostra DO, a cui succedono poi il FA (approccio diatonico) e il RE diesis (approccio cromatico), risolvendo su MI (terza dell’accordo).

Utilizzando queste tecniche compositive, unite come si diceva al proprio estro, appare chiaro come sia possibile arricchire enormemente le linee melodiche.