L’ OPERA WAGNERIANA

di  Virginia Guidi

Richard Wagner è sicuramente una figura estremamente particolare, non solo perché fu uno dei più grandi compositori del Romanticismo, ma anche per il suo ruolo di grandissimo innovatore e per aver introdotto profondi mutamenti che hanno condizionato fortemente sia i suoi contemporanei… che anche il nostro modo di vivere!


Andiamoli a scoprire!

Richard Wagner

Wagner nasce a Lipsia il 22 maggio del 1813 e muore a Venezia il 13 febbraio del 1883.

Egli fu uno dei più famosi operisti del suo periodo e la sua attività rivoluzionò profondamente il teatro musicale.

Le sue opere avevano centralmente come argomenti mitologia nordica o poemi cavallereschi e storie d’amore sfortunato come quella di Tristano ed Isotta.

Questi argomenti erano in piena concordanza con l’estetica romantica che riscopriva i valori dell’identità nazionale e trovava la sublimazione dell’amore  attraverso la morte.

Ma oltre ad incarnare profondamente il Romanticismo fu un grande innovatore.

Il teatro wagneriano

Nel 1876 fu inaugurato il Teatro di Bayreuth, un teatro fortemente voluto da Wagner con i sostegno del re di Baviera Ludovico II e ancora dedicato alle sue composizioni.

Questo teatro, alla cui costruzione assistette lo stesso Wagner, aveva della caratteristiche specifiche richieste dal compositore stesso e che non solo erano legate alla sua estetica, ma hanno profondamente modificato il resto della produzione musicale e operistica.

Grandissima rivoluzione fu l’introduzione del Golfo Mistico dove l’orchestra, di norma a vista, suonava nascosta per favorire la catarsi del pubblico.

Per lo stesso motivo Wagner introdusse anche il buio in sala!

L’opera non era più solamente un momento mondano e sociale ma un’esperienza carica di fortissime emozioni!

La musica di Wagner

Ma Wagner non fu importante solamente per questo tipo di innovazioni.

Egli, infatti, segnò profondamente anche la musica stessa.

Innanzitutto egli riteneva l’opera teatrale come un’opera totale dove tutte le arti convergevano e si fondevano insieme, e fu autore anche dei suoi libretti e della regia delle sue opere.

Introdusse anche due tecniche compositive fondamentali per l’evoluzione della storia della musica: la melodia infinita e il Leitmotiv.

In un ottica tonale, le regole della musica, e soprattutto di quella romantica, erano basate sull’equilibrio tra tensione e riposo.

Attraverso la melodia infinita, e cioè il ritardare il più possibile l’arrivo sulla risoluzione a favore di una “sospensione”, per così dire, armonica, Wagner apre la strada a quello che poi sarà la dodecafonia e l’emancipazione della dissonanza.

Il Leitmotiv , invece, è letteralmente il “motivo luce” e cioè una melodia tipica associata ad un personaggio o ad un avvenimento importante che guidava l’ascoltatore.

Wagner e i nostri giorni

Ma perché allora Wagner avrebbe influenzato anche il nostro modo di vivere quotidiano?

Beh, probabilmente se non fosse esistito guardando la saga di Guerre Stellari non avremmo potuto emozionarci ascoltando il tema della forza o quello di Darth Vader… e in più l’avremmo vista in un cinema… a luci accese!