LA DODECAFONIA

di  Andrea Balzani

Per dodecafonia si intende una tecnica compositiva basata sui 12 semitoni della scala cromatica temperata, tutti in equivalenza tra loro e svincolati da ogni relazione tonale.

Fulcro della tecnica dodecafonica è la “serie”: un modello dove vengono esposte le 12 note della scala cromatica.

Tale serie viene poi elaborata secondo i principi del canone.

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Sebbene già verso la fine dell’Ottocento con Franz Listz e Richard Wagner, si assistette ad un progressivo allargamento della dissonanza, l’ideatore e codificatore ne fu Arnold Schönberg. Compositori come Berg e Webern (allievi di Schönberg) proseguirono sulla via tracciata dal maestro; a loro si aggiunsero poi autori come Ravel, Debussy, Scriabijn, Bartok, Stravinskij e Busoni.

La serie (musica seriale)

I 12 suoni alla base della serie dovranno essere tutti esposti, evitando la ripetizione di un suono a “discapito” di un altro, per evitare che si alteri il concetto che sta alla base della dodecafonia, e cioè che nessuno dei 12 suoni possa in alcun modo prevalere sugli altri.

Tale serie viene poi elaborata secondo i principi del canone.

Ponendo ad esempio la seguente serie originale:

La stessa serie viene elaborata secondo il principio della retrogradazione, in cui si riespongono tutte le note, partendo dall’ultima fino alla prima:

Nel passo successivo, la serie originale è elaborata per inversione, in modo da trasformare tutti gli intervalli discendenti in ascendenti e viceversa (ad esempio nel nostro caso, per scendere da DO# a FA# della serie originale, occorre percorrere 7 semitoni; al contrario, salendo in senso ascendente per 7 semitoni, da DO# arriviamo a SOL# e cosi via per tutte le altre note).

In tal modo si ottiene la serie inversa:

Nell’ultimo passo avremo infine la serie invertita con il procedimento di retrogradazione dell’inverso, in cui vengono esposte le note della serie inversa dall’ultima alla prima:

In questo modo, partendo dalla serie originale, è possibile ottenere dunque una catena di altre serie, tutte trasposte allo stesso numero di intervalli di semitoni (similmente al sistema tonale, dove ad esempio l’intervallo tra DO e LA è una sesta maggiore, come lo è tra RE e SI trasportata due semitoni sopra).

L’impiego sistematico della tecnica seriale comportò un ispessirsi della trama armonica, aggiungendo note sempre più dissonanti all’interno dell’accordo stesso, dapprima con modulazioni giustificate, poi con l’annullamento di ogni relazione tonale.

Successivamente il metodo venne esteso anche ad altri parametri musicali tra cui durata e ritmo, dando origine alla cosiddetta “serialità integrata”.

Tra gli autori che utilizzarono questo sistema figurano Mario Peragallo, Luigi Dallapiccola, Riccardo Nielsen e altri.