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MAURICE RAVEL

di  Virginia Guidi

Maurice Ravel è uno dei maggiori compositori a cavallo tra Ottocento e Novecento e la sua figura è stata sicuramente uno dei punti di riferimento del periodo.

Oltre ad essere un compositore fu anche pianista e direttore d’orchestra.

Il Conservatorio del 13° arrondissement di Parigi è intitolato a lui.

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Ravel – la vita

Ravel nacque nel 1875 da una famiglia di appassionati di musica.

Negli ultimi anni completò il Concerto per pianoforte in Re maggiore per la mano sinistra commissionato dal pianista Wittgenstein che aveva perso il braccio destro durante la Prima Guerra Mondiale.

Ravel non fu mai in grado di suonarlo con una sola mano e Wittgenstein, dopo un periodo di studio e di scetticismo, ne rimase invece entusiasta!

Nel 1932 Ravel ebbe un incidente in taxi dove batté la testa, questo fatto, non ritenuto importante sul momento, da studi postumi, potrebbe aver peggiorato una condizione che gli amici avevano notato già qualche anno prima: maggior distrazione e afasia.

Morì nel 1937 ma le cause esatte del suo problema di salute neurologico non sono state stabilite ancora con certezza.

Lo stile

Molto spesso il suo stile è stato affiancato all’impressionismo ma, come per Debussy, Ravel non si sentì mai rappresentato da quella corrente.

Venne influenzato dalle correnti neoclassiche e anche dal jazz!

Il suo modo di comporre era molto preciso e scrupoloso e quindi non fu prolifico quanto i suoi coevi.

Scrisse brani per pianoforte, musica da camera, musica per voce e pianoforte, musica per balletto e fu un famoso orchestratore, sia delle sue stesse opere che di altri compositori.

Non scrisse mai né Sinfonie né musica sacra.

Orchestrazioni

Orchestrò, tra gli altri, sia opere di Schumann che di Debussy ma la più famosa è sicuramente quella dei Quadri di un’esposizione di Mussorgsky, una suite per pianoforte scritta nel 1874 che venne trascritta molte volte per vari organici oltre alla versione più celebre di Ravel.

La suite nacque dopo che Mussorgsky assistette ad un’esposizione in onore di Hartmann, di cui era molto amico, ma che morì prematuramente nel 1873.

Il compositore prese ispirazione da alcuni lavori di Hartmann ma, oggi molti di questi lavori sono andati persi e non ci è possibile capire perfettamente a quali abbia fatto riferimento Mussorgsky.

La suite è costituita da quindici brani: alcuni ispirati ai quadri ed altri definiti come Promenade e cioè passeggiata dove vengono descritte le immagini e le suggestioni che l’artista vive tra un quadro e un altro.

Ravel la orchestrò nel 1922 basandosi sull’edizione di Rimskij-Korsakov e fece alcune modifiche rispetto all’originale tagliando ad esempio l’ultima Promenade.

Il Boléro

Quest’opera per orchestra è sicuramente la più famosa.

Fa riferimento alla danza spagnola chiamata bolero nata intorno alla fine del Settecento, caratterizzata da un tempo ternario e da un ritmo molto ossessivo, spesso accompagnato da tamburi.

Il Boléro di Ravel venne composto nel 1928 e nacque come musica per un balletto ma spesso viene eseguito anche come brano esclusivamente da concerto.

Il balletto è la coreografia della danza di una gitana che, in modo sempre più seducente, attrae attorno a sé molti uomini che iniziano a danzare con lei in modo sempre più incalzante seguendo l’andamento della musica.

Furono molte le altre coreografie su questo brano ma centrale rimane comunque il rapporto tra uomo e donna spesso però descritto in modo più cupo.

La parte musicale è strutturata da due temi che vengono riproposti da diversi strumenti.

Curiosità

Il successo del Boléro rimase quasi un mistero per Ravel che considerava questo brano come privo di musica, senza sviluppo e senza modulazioni.

Molti altri compositori scrissero su questa forma influenzati dall’omonima danza spagnola come Chopin, Verdi fino addirittura agli Emerson, Lake & Palmer e i Deep Purple!

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