L’EFFETTO COMPRESSORE (PER CHITARRA, BASSO, ETC.)

di Daniele Moneta

E’ caratteristico per alcuni strumenti musicali, la chitarra elettrica in primis, subire dei notevoli sbalzi dinamici nelle esecuzioni musicali.

Esistono degli effetti elettronici, i quali permettono di manipolare (ed in questo caso “livellare”) il suono sia in sede live che in studio di registrazione.

In questo articolo scopriamo cos’è e come agisce un effetto di compressione.

Sono il M° Luca Valsecchi, titolare del blog “Articoli Formativi Musicali” che stai consultando: centinaia di articoli scritti da Musicisti Professionisti. Condividili per promuovere la vera Cultura Musicale.

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Cos’ è il compressore?

In campo musicale, gli effetti sono dei dispositivi elettronici che vengono utilizzati per manipolare i vari parametri del suono. Esistono effetti di modulazione, di distorsione, di ambiente, di intonazione.

Il compressore è un processore di dinamica, cioè interviene su questo aspetto dei suoni. In altre parole, manipola le intensità sonore secondo certe impostazioni che vengono scelte da chi lo utilizza.

Il primo compressore fu inventato dalla ditta Telefunken in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936, per regolare gli impianti presenti negli stadi; in seguito fu utilizzato in ambito musicale e radiofonico, diventando un dispositivo molto utilizzato ancora oggi.

Come agisce il compressore

Questo effetto agisce sulle dinamiche, come si diceva, rendendole uniformi, omogene. Appare subito evidente che si deve utilizzarlo nello specifico caso in cui si voglia avere questa uniformità in un brano o in una parte di esso.

Facciamo un esempio pratico: in una composizione abbiamo una parte di chitarra che tende a “scomparire” in certi punti e a essere troppo presente in altri…Orbene il compressore “livellerà” il suono ad un volume costante, in modo tale che sia sempre ben udibile e presente nell’amalgama dei suoni generale.

Questo dispositivo è una risoluzione a un problema che si può presentare soprattutto a livello di mix tra strumenti, ma va usato con criterio e parsimonia, per evitare di avere dinamiche totalmente appiattite (a meno che si voglia specificamente ottenere questa situazione).

L’effetto si può utilizzare anche in sede di esecuzione solitaria, magari in una situazione con una parte che prevede note singole alternate ad accordi e si vuole livellare gli sbalzi di volume sonoro.

I parametri di controllo

I compressori sono costruiti come pedali o rack, con delle manopole che agiscono sui vari parametri, ma si possono utilizzare anche come plug-in virtuali nei software di produzione audio come Cubase e Logic. Questi effetti in commercio hanno tutti più o meno gli stessi controlli: ora vedremo come funzionano.

  • Threshold (soglia): indica il punto in cui il compressore inizia ad agire e si esprime in decibel (unità di misura dell’intensità sonora).

  • Ratio (rapporto): stabilisce la quantità di compressione dinamica, una volta superata la soglia stabilita impostata dal comando precedente.

  • Attack (attacco): parametro che riguarda quanto velocemente l’effetto agisce sul segnale, dopo aver superato la soglia (nell’ordine dei millisecondi).

  • Release (rilascio): parametro che stabilisce il momento nel quale il compressore dovrà smettere di agire, dopo l’innesco dell’Attack.

  • Gain (guadagno): volume generale di uscita del segnale, dopo che quest’ultimo è entrato nell’effetto e ha subito l’elaborazione.