GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI E LA SUA PRODUZIONE

di  Virginia Guidi

Giovanni Battista Pergolesi è uno dei più importanti compositori italiani sia di teatro musicale che di musica sacra.

La sua attività spazia da opere di carattere brillante e divertente arrivando anche, però, a struggenti composizioni che toccano profondamente l’anima.

Andiamo a scoprirle insieme!

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La vita

Giovanni Battista Pergolesi nacque a Jesi nel 1710 e morì a soli 26 anni a Pozzuoli.

Nonostante la sua breve attività musicale la sua influenza nel mondo della musica fu notevolissima!

La sua salute fu cagionevole sin dall’infanzia e probabilmente per questo forse venne cresimato a poco più di un anno!

Perse i genitori molto presto e anche alcuni fratelli morirono in giovane età.

“Pergolesi” non era il cognome della famiglia ma un appellativo dato al nonno di Giovanni Battista per le sue origini legate al comune di Pergola.

Le opere

Nonostante la brevissima attività musicale, Giovanni Battista, che in vita fu noto quasi esclusivamente in ambito romano o napoletano, fu esempio fulgido della scuola napoletana in tutto il mondo.

Compositore alacre sia di opere che di musica sacra, i suoi componimenti più famosi in assoluto sono La serva padrona del 1733 e lo Stabat Mater del 1736.

La serva padrona

La Serva padrona è un intermezzo buffo, cioè messo in scena tra un atto e un altro delle opere serie, che ebbe l’importante ruolo di dare la scintilla per la nascita dell’opera buffa!

La serva padrona narra la storia di Serpina, una servetta scaltra dal carattere tutt’altro che facile, e del suo padrone Uberto.

Ella è solita comandare il padrone a bacchetta tanto che egli diviene talmente insofferente da decidere di sposarsi pur di non essere più comandato.

A questo punto Serpina, tra intrighi e lazzi, riesce a far scegliere ad Uberto lei stessa come moglie.

Altro personaggio che affianca i due cantanti di questo intermezzo, rispettivamente soprano e basso, è Vespone, un personaggio muto che verrà spesso coinvolto in siparietti comici.

La struttura dell’opera, che musicalmente rispetta la forma tradizionale con arie, recitativi e duetti, è molto vicina alla Commedia dell’Arte

Stabat Mater

Lo Stabat Mater è un brano per soprano, contralto ed orchestra d’archi e divenne estremamente celebre, tanto che lo stesso Bach ne farà una parafrasi musicale su di un salmo in tedesco.

Lo Stabat Mater storicamente, viene eseguito in tempo di Quaresima, infatti è una sequenza del XIII secolo, tradizionalmente attribuita a Jacopone da Todi, che descrive le sofferenze di Maria ai piedi della Croce e ha ispirato moltissimi compositori nel corso dei secoli come Alessandro Scarlatti e Rossini.

Infatti la sequenza, con un testo estremamente profondo, già descrive lo struggimento di questa preghiera fin dall’inizio: Stava la madre addolorata in lacrime presso la Croce (…).

La leggenda narra che Pergolesi lo finì il giorno stesso della propria morte: Fins Laus Deo è la scritta in calce alla partitura ed esprime chiaramente che, nonostante non si sappia effettivamente se questa leggenda sia vera o meno, egli fosse consapevole di non aver molto tempo per portare avanti il suo lavoro.

Questa tesi è avvalorata anche da molti errori di scrittura dovuti alla fretta che sembrano tipici della paura di non poter terminare la propria opera.

Curiosità

Ma non fu protagonista solo di questa leggenda… numerose altre se ne aggiunsero!

La figura di Pergolesi di fatti divenne sempre più celebre, tanto che, nel Romanticismo, molti furono i compositori che spacciarono opere proprie o di altri come opere di Pergolesi, fino ad arrivare ad oltre cinquecento composizioni a suo nome alla fine dell’Ottocento!

Di queste nemmeno trenta sono state accertate come veramente attribuibili al noto compositore… un tranello Romantico… nel quale cade anche Stravinskij  con il suo Pulcinella!