DIFFERENZE FRA MUSICA CLASSICA E LEGGERA

di Luca Valsecchi


Con le espressioni “musica classica” e “musica leggera” ci si riferisce genericamente alla musica colta e alla musica popolare, anche se i due termini sono generici e impropri.


In questo articolo approfondisco le due casistiche, all’interno delle quali descriverò i (diversi) ambiti di riferimento.

Benvenuta/o nel Blog Articoli Musicali del M° Luca Valsecchi, trascrittore partiture e Perito Plagi Musicali, con la testimonianza di come la Musica, oltre che essere insegnata, possa essere ESERCITATA, azzerando totalmente l’insegnamento!

Differenze sostanziali

Alcuni “trattatisti” individuano nella scrittura (o assenza) dello spartito musicale la prima differenza sostanziale fra le due “categorie”.

Rigetto totalmente questa affermazione, ricordando come tutt’oggi la musica leggera venga scritta su spartito, principalmente nella sua componente melodica certo, e già si tratta di spartiti (io stesso nella mia professione di trascrittore musicale sono pagato per trascrivere migliaia di spartiti “leggeri”, quindi una simile affermazione è priva di qualsiasi fondamento); basti pensare poi a tutte le orchestrazioni che vengono fatte, da Sanremo alle trasmissioni televisive, agli spettacoli teatrali, dove l’assenza della partitura musicale priverebbe di tutto ciò.

Quella che si è in larga parte persa nella leggera (e molto presente invece solo fino a poche decine di anni fa), è la cultura musicale applicata, la quale si caratterizza preminentemente nell’assenza di preparazione musicale, e quindi, fra le altre cose, nell’incapacità generalizzata di scrivere gli spartiti, tanto poi da doversi rivolgere ai “trascrittori”, quindi spendendo addirittura soldi, per farseli trascrivere (come già detto).

Alla faccia dell’asserire come sia la presenza o l’assenza dello spartito a determinare la differenza fra le due “categorie”!

Vediamo quindi quali sono le effettive differenze e caratteristiche proprie delle due “situazioni”.

La musica classica

Con questo termine ci si riferisce certamente alla musica “colta”, ma anche ad un periodo storico ben definito con le sue specifiche caratteristiche “stilistiche”, che però ora evito di descrivere, in quanto tale descrizione non è l’oggetto del presente articolo.

A livello popolare, per ovvi motivi, manca totalmente questa consapevolezza culturale e quindi per estrema semplificazione e generalizzazione si definisce “musica classica” tutta la musica che richiede lo studio musicale di livello “professionale”, per poter essere capita (proprio come si capisce o non si comprende una lingua parlata) ed esercitata.

La musica leggera

Anche in questo caso è una generalizzazione assoluta; basti pensare come all’interno di tale “calderone”, vi sia musica prodotta da “signori”, i quali non conoscono neppure il significato del termine “Composizione”, e da altri “Signori Compositori”, i quali Compongono musica dopo aver effettuato gli stessi medesimi studi musicali dei colleghi della “classica”, quindi con tanto di Partiture e quant’altro: si potrebbe fare un’elenco sterminato di Compositori celebri della “leggera”!

Senza parlare poi delle “sottocategorie”: musica commerciale (certamente priva di ogni concezione di “Musica Applicata”), musica pop (popolare, ma non necessariamente “commerciale”, cioè all’interno della quale vi si può trovare moltissima “Musica”), arrivando poi alle cosiddette “canzoni d’autore”. E’ bene precisare subito come ogni canzone abbia un autore: questa è un’espressione che sottintende il fatto di Comporre musica leggera con una forte componente “colta” alle sue basi.