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IL ROCK AND ROLL: LA NASCITA E L’EVOLUZIONE

di Daniele Moneta

Il rock and roll è un genere musicale che ha assunto una tale importanza che spesso lo si utilizza per definire un insieme variegato di stili musicali, anche in considerazione di tutte le varie contaminazioni avvenute con altri generi.

In questo articolo approfondiamo la genesi e lo sviluppo del rock!

Buona lettura!

il rock and roll

Origine del rock and roll

Questo stile musicale ebbe i primordi nell’alveo dell’evoluzione musicale avvenuta in Nord America e da lì si diffuse a livello mondiale, creando proseliti ovunque e generando un vero e proprio ginepraio di sottogeneri, la cui evoluzione è ancora in itinere ai giorni nostri.

Il rock and roll si fuse con innumerevoli altri stili musicali, dando origine ad un vero e proprio caleidoscopio di forme, nascendo in un contesto urbano come quello di Detroit e Chicago in cui i neri, ora totalmente liberi dalla schiavitù, parteciparono attivamente insieme ai bianchi alla vita musicale. Il momento storico fu molto favorevole: la guerra era terminata e vi era un’intensa attività sociale e ricreativa che portò a situazioni di aggregazioni frequenti, le quali richiedevano stili musicali nuovi e pulsanti di energia.

Prime forme del rock

Il genere rock ebbe degli antenati, i quali gettarono le basi degli elementi che poi lo caratterizzarono: lo skiffle, l’hilli- billy e in seguito il rockabilly, furono le prime forme, mescolando country, blues, folk e boogie woogie in una nuova sintesi, generando musica ballabile e dal ritmo sostenuto, adatta al nuovo corso storico e con caratteristiche che ben si prestavano per abbracciare ampie platee di ascoltatori in tutti gli strati della popolazione.

Presto la chitarra elettrica divenne lo strumento principale, grazie allo sviluppo tecnico che ebbe in quel periodo, affiancata da basso, batteria e sassofono. Nel corso degli Anni Cinquanta il rock’n’ roll divenne indubbiamente il principale genere a livello mondiale.

Di principio le forme rock erano molto imparentate col blues, soprattutto a livello di struttura armonico – melodiche, costruite sui gradi forti della tonalità e con ampio utilizzo della scala pentatonica.

Uno dei brani rock più famosi rock è certamente Rock Around The Clock di Bill Haley (1952), il quale è strutturato in dodici misure, come appunto il blues, e con esso condivide anche l’utilizzo dei gradi forti tonali.

I campioni del rock

Tra gli esponenti di rilievo della prima ondata del rock, oltre Bill Haley, ricordiamo Elvis Presley, Bo Diddley, Chuck Berry, Gene Vincent, Buddy Holly, generatori di una pletora di imitatori in tutto il mondo. Questi artisti dettarono legge in maniera netta, proponendosi come dei modelli imprescindibili.

Tali autori normalizzarono la prassi del rock; brani incalzanti e ritmati con andamento ballabile, alternati a ballad di argomenti soprattutto amorosi, utilizzo di costumi di scena vistosi, movimenti frenetici che accompagnavano la performance; caratteristiche fuse in un insieme esplosivo che attirava masse di giovani e registrava vendite copiose di supporti fonografici.

La caratteristica di rilievo del rock, come si diceva, fu il suo diramarsi, nei decenni successivi, in tante direzioni diverse: l’hard rock (che poi nel corso degli Anni Settanta divenne heavy metal), la pop music e le tante commistioni come il jazz-rock o il blues-rock. Il genere fu la base di band musicali che ebbero successo a livello mondiale tra cui i celeberrimi Beatles e Rolling Stones, dediti nelle prime fasi della loro carriera ad esecuzioni di cover degli artisti del Nuovo Continente.

Evoluzione non ancora terminata ai giorni nostri, ma ancora fucina di nuove idee e soluzioni.

Il rock in Italia

Anche il nostro Paese fu investito da questo fenomeno, rappresentato da un’ampia schiera di musicisti e artisti come ad esempio Bobby Solo o Ricky Gianco, per citarne due di rilievo, ma anche Peppino di Capri (il quale aprì il celebre e unico concerto dei Beatles di Milano) o Celentano, anche se spesso erano degli imitatori scimmiottanti i campioni americani in tutti gli aspetti musicali e non (come il look). Spesso nel repertorio troviamo infatti adattamenti in italiano di famosi pezzi americani (uno su tutti L’orologio matto del Quartetto Cetra del 1956, rifacimento del celebre Rock Around The Clock di cui si parlava precedentemente).

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