TECNICHE ESTESE: COSA SONO

di  Virginia Guidi

Tendenzialmente siamo portati a pensare che i suoni musicali che un pianoforte può produrre siano legati solamente ai tasti bianchi e neri, che una voce possa fare solo quel che faceva Maria Callas oppure Mina o che le note della chitarra si facciano soltanto ponendo in un determinato modo le dita sulle corde.

In realtà ci sono infinite (o quasi) possibilità racchiuse in uno strumento musicale.

Scopriamole!

Musica oltre le note

Già agli inizi del Novecento la sensibilità e le tecniche cambiano molto rispetto alla tradizione romantica.

Innanzitutto si pone più attenzione verso i suoni ad altezza non determinata che spesso vengono tuttora erroneamente pensati come non musicali e semplicemente rumoristici. Gli strumenti che si pongono come avanguardia estetica per eccellenza diventano quindi le percussioni, che dal ruolo di “coloritura” che avevano avuto fino a poco prima, diventano invece ricchi tessuti di virtuosismi e sperimentazioni.

La rivoluzione del linguaggio musicale

L’attenzione verso il rumore si propaga verso anche gli altri strumenti che acquisiscono ulteriori sfumature espressive in aggiunta alle tecniche tradizionali.

Oltre però alla percussione del corpo e della cassa di risonanza, gli strumenti cominciano ad essere sperimentati anche nella ricerca di nuovi effetti che ne possano aumentare le possibilità.

Le tecniche estese

Le tecniche estese sono tutte quelle pratiche che aumentano l’estensione naturale di uno strumento e che ne intensificano le possibilità.

Tra le più famose ci sono: i multifonici (tecniche grazie alle quali uno strumento monodico può produrre più di uno suono contemporaneamente), i subarmonici (frequenze che sono al di sotto di quelle emesse tradizionalmente dallo strumento) e gli armonici (tecniche grazie alle quali si selezionano solo parti dello spettro acustico di un suono).

A queste tecniche ovviamente si aggiungono distorsioni, suoni graffiati e molti altri effetti ancora che dipendono anche e soprattutto dalle peculiarità di ogni singolo strumento. Ad esempio molte tecniche estese del pianoforte possono prescindere dall’uso della tastiera a favore di una stimolazione diretta delle corde.

Per alcuni strumenti alcune di queste tecniche estese erano già note prima di questa rivoluzione stilistica, come ad esempio l’uso dei suoni armonici negli archi e sulla chitarra, e fanno parte ormai della tradizione e della letteratura.

Le tecniche estese nella voce

Ovviamente anche lo strumento voce può allargare i suoi confini attraverso le tecniche estese.

Sono di norma però molto meno conosciute rispetto a quelle degli altri strumenti mentre alcune di esse vengono utilizzate tranquillamente in alcuni generi musicali come ad esempio il falsetto e il registro di fischio usati spesso nella musica pop, rock e jazz.

Molte altre tecniche estese entrate a far parte della musica contemporanea e di sperimentazione invece provengono dalla tradizione extra-colta europea ed extra-europea come il canto di gola, il canto armonico, lo jodel e molto ancora.

Sicuramente però anche la curiosità e la sperimentazione di ogni interprete possono portare un grande contributo!