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Innanzitutto mi presento per chi accede direttamente a questa pagina: mi chiamo Luca Valsecchisono diplomato in Conservatorio, lavoro per oltre 350 committenti in tutta Italia come compositorearrangiatore ma soprattutto trascrivere musica su spartito (attività che svolgo perlopiù da mattina a sera da oltre 10 anni) mi ha portato ad affermarmi in questo settore a livello nazionale. Sono inoltre un Perito (plagi) accreditato ed iscritto all’albo della Camera di Commercio (richiedimi la documentazione o richiedila direttamente alla Camera di commercio di Lecco). Conosco bene la materia e so quel che dico.

Quali sono gli sbocchi professionali per un musicista professionista del ventunesimo secolo?

Tralasciando le vecchie professioni musicali, oggi più idonee ad essere definite “opportunità mauseali” (come il famigerato “posto in Orchestra”) e tralasciando anche l’insegnamento (di fatto il 99,99% dei musicisti che “vivono” di musica la insegnano…pensiamo se tutti gli elettricisti, gli idraulici, i carpentieri, i medici, gli architetti…vivessero tutti insegnando il loro mestiere e nessuno PRATICANDOLO dove andremmo a finire…). Mi si dirà che nella musica è così per forza perchè l’insegnamento è l’unico sbocco professionale…sbagliatissimo. E’ l’unico sbocco professionale per tutti i musicisti che non hanno ancora capito che il settore musicale come ogni altro settore CAMBIA e si EVOLVE. Il lavoro c’è e ce n’è tanto, quello che mancano sono i musicisti ALTAMENTE FORMATI ad andare INCONTRO alle MODERNE RICHIESTE DEL MERCATO, che non sono più quelle di non molti anni fa. Attenzione al termine “ALTAMENTE”: che non si pensi che con l’ignoranza o con lo studio da “autodidatta” si possa arrivare da qualche parte (tolte le eccezioni che confermano la regola, ma di eccezioni si parla). Per lavorare attualmente nel mondo della musica, al contrario di quello che pensa la massa (con un computer non si può togliere a nessuno il diritto ad autodefinirsi “musicisti professionisti” che diamine!) occorre una preparazione musicale/strumentale molto, molto, molto più alta e completa di quella che occorreva fino a 20 – 30 anni fa. Detto questo, circa le moderne e richiestissime professioni musicali, conosciamole!

TURNISTA

E’ il musicista chiamato ad apportare il proprio contributo esecutivo/strumentale in diverse situazioni professionali quali: registrazioni in studio, tournée ed in senso lato in attività live. E’ richiesta un’ altissima competenza musicale/strumentale (ben oltre la preparazione media conseguibile con il buon vecchio diploma di Conservatorio – oggi ribattezzato “Laurea”) ma al contempo la stessa è garanzia di inserimento ai più alti livelli professionali.

CONCERTISTA

Se si ha la determinazione di conseguire una preparazione musicale – strumentale ancora più alta, si apre decisamente questa possibilità: intraprendere una carriera concertistica – solistica o in formazione cameristica (sia in ambito classico che moderno). Per chi non è ferrato/a del discorso, posso garantire che conosco personalmente decine di Musicisti/e “di razza” la cui professione è esclusivamente quella CONCERTISTICA, non più alle dipendenenze della “vecchia” orchestra ma alle dipendenze di sè stessi (ovviamente sono quasi tutti seguiti da un manager o ai più alti livelli da diversi manager “dislocati” nei diversi stati/continenti).

COPISTA “2.0”

Oltre al “vecchio” copista, colui che scrive al computer gli spartiti manoscritti, lavoro per altro ancora richiesto, il copista “2.0” è colui che “ricava” gli spartiti dal file prodotto da un sequencer, in altre parole: oggi giorno si sa la musica si produce con il computer, quasi sempre senza “passare” dalle note; lo spartito/partitura però per fortuna serve sempre e per le ragioni più diverse, da qua l’esigenza del professionista che sappia “translare” la sequenza midi sulla partitura. Non si pensi sia una cosa semplice, infatti oltre alla totale padronanza dei relativi software di notazione musicale occorre essere anche dei compositori o quantomeno padroneggiare con disinvoltura sia l’armonia che l’orchestrazione, visto che le composizioni composte con i moderni sistemi (appunto direttamente al pc) non hanno MAI la definizione di una composizione concepita nella “vecchia maniera” (cioè direttamente sulla partitura), occorre quindi intervenire ed ampiamente per rendere ESEGUIBILE ciò che il 99,99% delle volte non lo è, per i motivi più diversi.

TRASCRITTORE “2.0”

Oltre al “vecchio” trascrittore, che però ora è più corretto chiamare “adattatore”, colui cioè che adatta una composizione per un diverso organico strumentale (lavoro per altro poco richiesto in quanto coloro che ne hanno necessità tendono a farselo da sè, visto che non sono richieste chissà quali abilità musicali) il “trascrittore 2.0” è colui che ascolta e scrive, cioè “trascrive”. Anche in questo caso, che non si pensi sia una cosa semplice, visto che si ha la tendenza a credere che un lavoro del genere lo faccia il pc…fantascienza allo stato puro. L’esigenza di questo professionista nasce dalla stessa ragione descritta per il copista, con la differenza che in quel caso si ha a disposizione la sequenza midi e non si ha quindi la necessità di trascrivere alcunchè, in questo caso invece le composizioni non vengono fornite in midi bensì in AUDIO (mp3, waw ecc.) e l’unica possibilità di trascrivere lo spartito/partitura è quella di conoscere perfettamente la composizione ed avere una indispensabile e notevolissima predisposizione per questo genere di operazione. Per intenderci: se nel dettato melodico/ritmico il voto più basso è stato un 9 si può tentare l’impresa, diversamente meglio lasciar perdere.