LA VOCE NELLA MUSICA CONTEMPORANEA

di  Virginia Guidi

Dall’inizio della storia dell’uomo, il linguaggio musicale si è sempre modificato. Questa evoluzione è  stata intrinsecamente legata all’andamento della storia e della cultura di ogni società.

Adesso questi cambiamenti, che spesso vanno di pari passo con la tecnologia, sono diventati estremamente repentini.

Ma quindi, com’è cambiata la musica e la vocalità all’inizio del Novecento fino ad oggi?

Il Novecento musicale

La musica occidentale del secolo scorso, come tutta l’arte di quel periodo, viene profondamente scossa da tutte le scoperte avvenute a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Difatti, l’uomo occidentale, in conseguenza ad esempio della teoria dell’evoluzionismo e della psicanalisi, si trova a veder vacillare molti dei punti fermi nei quali aveva creduto fino a poco tempo prima.

A questo si sommano anche i contatti con musicisti di culture extra-europee che cambiano
moltissimo nel musicista occidentale il suo modo di far musica.

Da tutto ciò, derivano nuove forme e nuove correnti musicali molto lontane dalla musica romantica.

Quest’ultima, però, sopravvive comunque fino ad oggi e possiamo ancora vederne l’influenza… accendendo la radio ad esempio! infatti le regole musicali di molta musica di consumo sono basate proprio sulle regole della musica romantica!

Anche osservando i programmi di conservatorio o di teatri e enti sinfonici possiamo notare una predilezione per quel tipo di repertorio.

Nuovi stili e correnti musicali

Oltre però, a mantenere una eco del Romanticismo, il Novecento, vede anche molti nuovi stili, tutti profondamente connessi alle idee estetiche e filosofiche del secolo.

Espressionismo, futurismo, impressionismo, neoclassicismo e primitivismo sono solo alcune di queste correnti!

Nella seconda metà del Novecento, poi, la tecnologia farà il suo ingresso all’interno della musica con la nascita del sintetizzatore e di molte altre tecnologie che cambieranno per sempre il concetto di musica.

Ma la voce come cambia nel corso di questi anni?

La prima grande e scioccante innovazione è sicuramente il Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg del 1912: in questo brano infatti si utilizza lo Sprechgesang, letteralmente “canto parlato”, una tecnica di canto parlato-intonata che deriva anche da esperienze precedenti ma che in Schönberg trova una forma estremamente di più ampio respiro.

Parallelamente, man mano, si introducono anche tecniche vocali provenienti dalle tradizioni folkloriche sia europee che extra-europee, molto lontane dalla tradizione colta occidentale, fino ad arrivare all’introduzione di molte tecniche estese, lo sviluppo della tecnologia porta ulteriori innovazioni grazie all’amplificazione che stravolge totalmente l’estetica del suono e della voce, e anche il legame con la parola cambia: il testo diventa suono e viene svincolato dal suo significato.

Insomma… davvero moltissimi nuovi stimoli per un cantante o per un compositore!

Cambiamenti nella scrittura musicale

Anche la scrittura musicale cambia: le partiture diventano meno “convenzionali”, spesso prevedono improvvisazioni oppure scelte estemporanee dell’interprete.

Abbiamo dei compositori le cui partiture sono delle vere e proprie opere d’arte come Sylvano
Bussotti… o che compongono usando le illustrazioni dei fumetti come nel caso di Cathy Berberian!