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COLTRANE CHANGES: STRUTTURA ARMONICO – TONALE

di Daniele Moneta

Quando si parla di armonia e della sua evoluzione, si pensa a grandi innovatori come Wagner con la sua armonia cromatica, o a Schonberg con i suoi aggregati armonici nel segno della dodecafonia, per citare due nomi di gran rilievo… Nel novero di questi grandi compositori, un posto importante spetta sicuramente a John Coltrane, ideatore e sviluppatore di nuovi concetti armonici che presero il nome di Coltrane changes, nell’alveo del jazz moderno.

Questi ultimi sono una vera e propria tecnica compositiva, un’architettura organizzativa del materiale armonico.

Approfondiamo il tutto in questo articolo!

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John Coltrane – Cenni biografici

Coltrane è sicuramente uno dei nomi di spicco, quando si parla di musica jazz. E’un autore che lasciò una impronta indelebile e divenne un modello per chiunque si cimentasse con questo stile musicale.

Il sassofonista nacque in U.S.A. nel 1926 e ivi morì nel 1967. Al principio si dedicò al blues, per poi passare al jazz, che lo vide collaborare con nomi altisonanti come Miles Davis o Thelonious Monk, tra gli altri.

Il “nostro” fondò in seguito un gruppo a suo nome, con cui si cimentò con il jazz be-bop e col jazz modale. Iniziò così un’intensa ricerca armonica, che lo portò alla ideazione di nuove soluzioni armoniche chiamate appunto Coltrane changes, sistema che come vedremo, permea i brani del suo disco capolavoro Giant Steps, pietra miliare della musica moderna.

Il musicista continuò la propria carriera nel segno della ricerca e sperimentazione, arrivando a essere precursore del movimento post-bop, che sarà detto in seguito free jazz.

L’armonia jazz ai tempi di Coltrane

Il sassofonista americano visse in un’epoca in cui il be-bop e il jazz modale andavano per la maggiore, come abbiamo detto.

Le soluzioni armoniche dell’epoca erano basate principalmente sulle cadenze II-V-I e sui turnaround, con un vocabolario armonico basato su quadriadi e varie tipologie di accordi alterati; il materiale era organizzato mediante modulazioni di un tono o un semitono, oppure seguivano la successione del circolo delle quinte.

Orbene, Coltrane operò in questo ambito, ma si evolse forgiando un sistema atto ad organizzare le modulazioni, utilizzando delle sostituzioni armoniche, che ora vedremo.

I Changes: come sono strutturati

Il sistema armonico di Coltrane comparì in vari brani dei suoi album, come Bags and Trane o My favourite Things, ed è utilizzato nel suo disco più famoso già menzionato, Giant Steps. Tale tecnica compositiva prevede una strutturazione tramite l’utilizzo di tre tonalità, che si trovano ad una terza maggiore di distanza intervallare l’una dall’altra.

In altre parole, considerando la tonalità di DO maggiore, Coltrane affiancherà ad essa la tonalità di MI maggiore e di LA bemolle maggiore. Un siffatto modo di organizzazione del piano tonale era un’assoluta novità per l’epoca, tanto che i musicisti a lui coevi incontrarono difficoltà nel gestire l’improvvisazione.

Tracciando delle linee sul grafico del circolo delle quinte, che collegano queste tonalità, si otterrà un triangolo equilatero.

Analizziamo in dettaglio tutto ciò guardando lo schema armonico della hit più famosa del sassofonista (ormai sappiamo qual è):

Analizzando lo schema accordale, si può apprezzare quanto detto finora. Avremo le armonie di SOL maggiore, evidenziate in rosso, il SI maggiore in verde e il MI bemolle maggiore in blu, ovvero tre passaggi modulanti che distano due toni uno dall’altro.

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